04 Jun, 2026 - 08:00

Acciai Speciali Terni, accordo sul Premio Efficienza Impianti: intesa da 2.700 euro ma è scontro totale tra i sindacati

Acciai Speciali Terni, accordo sul Premio Efficienza Impianti: intesa da 2.700 euro ma è scontro totale tra i sindacati

Nella tarda serata di ieri, Acciai Speciali Terni e le rappresentanze sindacali hanno chiuso l’accordo definitivo sul Premio Efficienza Impianti (PEI), un’intesa ponte con validità fino al 31 dicembre 2026 che introduce un aumento sensibile del valore economico riconosciuto ai lavoratori di viale Brin. Il via libera giunge dopo mesi di stallo e forti tensioni industriali legate al nodo dei 150 euro di vacanza contrattuale, una partita complessa che ha visto infine l’azienda accogliere le richieste avanzate dalle Rsu e dalle segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl. Il nuovo modello di premio poggia su pilastri tecnici precisi legati a efficienza, produttività, qualità e utilizzo degli impianti, con erogazioni su base mensile che prevedono fasce fino a 200 euro per la Fascia A e 100 euro per la Fascia B, per un valore massimo di 2.700 euro complessivi, elevabili fino al 125 per cento in caso di conversione in welfare aziendale. A fare rumore e ad agitare la notte ternana è però lo strappo politico consumatosi tra confederali e autonomi: Fim, Fiom e Uilm da un lato, Fismic e Ugl dall’altro, hanno diffuso comunicati separati. Si tratta di una scelta inedita per un’intesa condivisa e sottoscritta in ogni singolo passaggio, che le sigle autonome giudicano politicamente incomprensibile.

Il nuovo assetto regolatorio del Premio Efficienza Impianti, operativo con decorrenza retroattiva dal 1° aprile 2026, sostituisce i vecchi schemi e introduce variabili ancorate alla reale operatività dei singoli reparti dello stabilimento. Superato lo scoglio del primo trimestre del 2026, periodo nel quale sono stati comunque riconosciuti e liquidati i 150 euro legati alla vacanza contrattuale, il nuovo modello intende valorizzare la specificità delle linee produttive e la flessibilità della forza lavoro all'interno del sito siderurgico.

Dalle variabili di reparto alle opzioni di welfare: la struttura del nuovo modello economico e parametrico

I parametri macroeconomici e produttivi fissati nell'intesa si presentano dettagliati e ambiziosi, ma considerati del tutto raggiungibili dalle parti. Il calcolo del premio terrà conto, all'interno dei diversi impianti, di fattori industriali strettamente operativi quali la Messa a Mille (MAM), i volumi dei Declassati, gli indici di utilizzo delle linee, nonché l'andamento delle rilavorazioni e dei ripassi. Ciascuna di queste voci determinerà percentuali economiche differenti, calibrate sulle peculiarità tecniche di ogni singolo reparto produttivo. L'accordo introduce una tutela specifica per la mobilità interna della forza lavoro: per i dipendenti – siano essi operai, impiegati o quadri – la cui attività si sviluppa su più aree dell'impianto, il calcolo del premio avverrà attraverso la media delle cinque aree operative individuate.

Sotto il profilo strettamente monetario, l'intesa segna un incremento sensibilmente superiore rispetto al passato. L'architettura retributiva si articola su due fasce principali: la Fascia A prevede un'erogazione pari a 200 euro mensili, mentre la Fascia B aggiunge ulteriori 100 euro al mese (configurando un massimale per quest'ultima fino a 300 euro mensili). L'intero impianto finanziario si traduce in un montante massimo complessivo di 2.700 euro per i nove mesi di vigenza dell'accordo, cifra che su base annua equivale a un valore di 2.400 euro per la Fascia A e a ulteriori 1.200 euro per la Fascia B. I parametri saranno verificati su base mensile e la liquidazione delle somme avverrà con cadenza mensile, con l'accredito inserito nelle competenze del mese successivo a quello di maturazione. Unica eccezione è rappresentata dal comparto SDF/Staff, per il quale è confermata una base di calcolo e una frequenza di erogazione a carattere trimestrale. Per i lavoratori si apre inoltre una significativa opzione di flessibilità fiscale: l'accordo prevede la facoltà di convertire il premio maturato in strumenti di welfare aziendale, scelta che beneficerà di una maggiorazione del 25%, elevando il valore della prestazione fino al 125% del premio stesso. Nelle prossime ore la RSU disporrà materiale informativo dettagliato per i lavoratori.

La faglia politica di viale Brin: la rottura unitaria nel post-voto riaccende lo scontro sindacale

Se il risultato tecnico consegna alle tute blu un sensibile miglioramento salariale, il dato politico che emerge dalla notte di viale Brin fotografa una profonda spaccatura nelle relazioni tra le sigle. L’accordo sul PEI rappresenta un elemento aggiuntivo rispetto al tradizionale Premio di Risultato (PDR) e costituisce una sfida industriale che le organizzazioni sindacali intendono monitorare in modo costante, specialmente in virtù del suo carattere innovativo e della vigenza temporale limitata a fine anno. Ciononostante, il fronte sindacale si presenta diviso nella comunicazione dei risultati, un dettaglio non secondario che giunge a pochissimi giorni dal rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie nello stabilimento.

La decisione delle segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm di procedere alla diffusione di una nota autonoma, escludendo dal coordinamento le sigle della Fismic e dell'Ugl, ha innescato un'immediata e dura reazione da parte dei sindacati autonomi. Questi ultimi non hanno nascosto la propria sorpresa di fronte a un atteggiamento giudicato immotivato, dal momento che il testo dell'accordo era stato costruito e condiviso in ogni singolo passaggio negoziale.

Sulla vicenda, la posizione espressa da Marco Bruni, coordinatore della RSU Fismic Confsal, è netta e non lascia spazio a mediazioni di facciata: “Quanto accaduto ieri sera – afferma Bruni – per quanto mi riguarda rappresenta un evento mai successo nonostante la condivisione è su tutto e mai una discussione tra di noi componenti della delegazione trattante sul percorso che ci ha portato a chiudere l'accordo sul PEI. La triplice ha deciso di uscire in maniera unilaterale senza condividere il comunicato. Riflettendo sul fatto che abbiamo votato il rinnovo delle RSU da pochi giorni, riteniamo un atteggiamento del genere politicamente gravissimo e immotivato. Si tratta di un tentativo di spaccare il fronte sindacale che non fa il bene dei lavoratori, che evidentemente non stanno in cima ai pensieri dei confederali impegnati in posizionamenti politici”.

Dal canto loro, Fim, Fiom e Uilm hanno espresso nei propri documenti la piena soddisfazione per l'intesa raggiunta, inquadrandola come il frutto di una contrattazione di qualità che fa seguito al rinnovo contrattuale approvato a larghissima maggioranza dai lavoratori nel mese di febbraio 2026.

Le segreterie territoriali di Fismic Confsal e Ugl Metalmeccanici, pur ribadendo la profonda soddisfazione per i contenuti dell'accordo che porta risultati concreti e tangibili nelle tasche dei dipendenti, hanno rimarcato come, di fronte al raggiungimento di un obiettivo comune, a parlare dovrebbe essere esclusivamente il valore del lavoro svolto e non la ricerca di distinzioni di bandiera dell'ultimo minuto. 

La firma del testo non esaurisce comunque la stagione dei confronti all'interno del polo siderurgico ternano. La stessa direzione aziendale di Acciai Speciali Terni ha infatti già annunciato che nelle prossime ore verrà avviata la medesima discussione per il Tubificio, parte integrante e strategica del gruppo, dove si cercherà di replicare lo schema parametrico appena approvato. Resta da capire se il confronto imminente saprà ricucire lo strappo politico tra confederali e autonomi o se le tensioni del post-voto per le Rsu continueranno a condizionare le relazioni industriali della Conca.

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Federico Zacaglioni
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