21 May, 2026 - 19:30

Assisi, porta a riparare l'auto ma viene truffata. Nei guai i titolari di un'autocarrozzeria

Assisi, porta a riparare l'auto ma viene truffata. Nei guai i titolari di un'autocarrozzeria

Aveva avuto un incidente a seguito del quale la sua auto era stata danneggiata e così l'aveva portata in una autocarrozzeria per ripararla. Qui le era stato garantito che i lavori li avrebbe coperti per intero l'assicurazione. Insomma, almeno all'apparenza, tutto secondo la norma. Peccato che quando la donna è andata a riprendere il mezzo si è vista presentare un conto decisamente salato: diecimila euro. Una cifra che in teoria non avrebbe dovuto pagare. La vittima si è rivolta al personale della Polizia di Stato di Assisi a cui ha raccontato l'accaduto. Ha sporto denuncia nei confronti dei due titolari dell'attività e, da quanto riferito, nel mezzo ci sarebbe stato un raggiro in piena regola.

Prima le garantiscono che non avrebbe pagato poi le presentano diecimila euro di fattura

Dopo l'incidente, la donna era stata rassicurata dall'autocarrozzeria circa la gratuità della riparazione. Dal racconto della signora è però emerso che sarebbe stata indotta a firmare inconsapevolmente un modulo di accordo conservativo sul danno. Documento che poi è stato compilato successivamente in sua assenza.

A riparazione ultimata l'amara sorpresa. I due uomini avrebbero richiesto alla vittima la differenza tra l’importo dovuto per la riparazione della vettura e l’importo erogato dall’assicurazione per il sinistro. Inoltre, in quel frangete le sarebbe stata prospettata anche un'alternativa al pagamento, ovvero la cessione a titolo di saldo della vettura riparata.

Spese gonfiate con l'intento di rifarsi sulla vittima

Dalle verifiche degli agenti del Commissariato è emerso che, al fine di far lievitare il prezzo, i due uomini hanno conteggiato spese che non erano inclue nella copertura assicurativa. Tra queste il noleggio di un'auto sostitutiva mai effettuato e altri costi per pezzi di ricambio e manodopera chiaramente troppo elevati per il valore del veicolo. 

Insomma l’intento di andare ben oltre la cifra che sarebbe stata versata dall’assicurazione era evidente così come l'intenzione di potersi rifare sulla vittima grazie a quel foglio da lei firmato in buona fede.

L'accusa per i titolari dell'autocarrozzeria è di tentata truffa aggravata in concorso

La donna però non si è lasciata abbindolare e ha sporto denuncia. Al termine degli atti di rito, i due titolari dell'attività sono stati così deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentata truffa aggravata in concorso.

Che cosa rischiano i due denunciati

La truffa è un reato insidioso che ha molte possibili declinazioni. La fattispecie è regolata dall'articolo 640 del Codice Penale che nel caso di tentata truffa aggravata in concorso prevede la pena della reclusione che va da 8 mesi a 3 anni e 4 mesi. La pena è aumentata nel caso si verifichi l'aggravante del concorso di più persone, proprio come nel caso di cui sopra.

L'assicurazione, uno strumento essenziale per  garantire sicurezza e tutela

L'auto è un mezzo indispensabile per molti nelle proprie attività quotidiane e, come prevede la legge, è necessario avere la copertura assicurativa per poter circolare. L'assicurazione è infatti uno strumento essenziale per garantire sicurezza e tutela a tutti gli utenti della strada. Oltre all'obbligo di legge, essa rappresenta anche una forma di protezione personale con cui, per mezzo di garanzie aggiuntive, il conducente può affrontare eventuali imprevisti con maggiore serenità. Un incidente può capitare a chiuque, anche ai guidatori più prudenti ed esperti, magari a causa di contingenze come il maltempo o la distrazione. In caso di sinistro l'assicurazione può coprire anche i costi di riparazione dell'auto come con la signora che è stata truffata ma che ne avrebbe avuto pieno diritto. Peccato che poi, come riferito, sia stata raggirata. In questi casi e in ogni circostanza in cui si ravvedano delle irregolarità o delle anomalie, è sempre bene rivolgersi alle forze dell'ordine. 

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Sara Costanzi
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