24 Jun, 2026 - 19:00

Assisi, insulti e minacce davanti ai figli: denunciato un uomo per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna

Assisi, insulti e minacce davanti ai figli: denunciato un uomo per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna

Una richiesta di aiuto arrivata al Numero Unico di Emergenza ha portato all’intervento della Polizia di Stato e all’avvio di accertamenti che hanno fatto emergere una situazione caratterizzata, secondo quanto denunciato dalla vittima, da comportamenti aggressivi e intimidatori protratti nel tempo. Al termine delle verifiche svolte dagli agenti del Commissariato di Assisi, un uomo del 1984, cittadino straniero, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex compagna.

La vicenda si è sviluppata nel territorio di Santa Maria degli Angeli, dove gli operatori sono intervenuti dopo una segnalazione che descriveva una situazione di forte tensione all’interno di un’autovettura, alla presenza di alcuni minori.

L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di raccogliere la testimonianza della donna e di ricostruire un quadro che, secondo quanto riferito dalla stessa, non sarebbe stato limitato a un singolo episodio, ma si inserirebbe in una serie di condotte che si sarebbero ripetute nel corso del tempo.

La richiesta di aiuto e l’arrivo della Polizia: la ricostruzione dei fatti

Tutto ha avuto inizio quando la donna ha contattato il 112, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. La segnalazione riguardava una situazione che si stava verificando all’interno della sua automobile e che, secondo il racconto fornito successivamente agli agenti, stava diventando sempre più difficile da gestire.

Quando le pattuglie hanno raggiunto la zona indicata, hanno individuato il veicolo fermo lungo una strada del centro abitato dSanta Maria degli Angeli. Gli operatori hanno quindi preso contatto con la donna per comprendere cosa fosse accaduto nei minuti precedenti.

Dalle informazioni raccolte sul posto è emerso che l’ex compagno si trovava con lei per questioni legate alla gestione e all’organizzazione degli impegni riguardanti i figli. Un incontro che avrebbe dovuto riguardare esclusivamente aspetti familiari e logistici ma che, secondo quanto riferito dalla donna, avrebbe assunto rapidamente toni molto diversi.

La vittima ha raccontato agli agenti che durante il confronto sarebbero sorti momenti di tensione riconducibili a motivi di gelosia. Da quel momento, sempre secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, l’uomo avrebbe iniziato a rivolgerle offese, frasi minacciose e atteggiamenti intimidatori, generando una situazione di forte disagio.

La circostanza che ha maggiormente preoccupato la donna sarebbe stata il fatto che tutto ciò si sarebbe verificato alla presenza dei figli minori, coinvolti indirettamente in una situazione particolarmente delicata sotto il profilo familiare. Secondo quanto riferito agli agenti, la donna avrebbe chiesto più volte all’ex compagno di lasciare il veicolo e interrompere il confronto. Richieste che, stando alla sua versione dei fatti, non sarebbero state accolte.

Con il passare dei minuti la situazione sarebbe diventata sempre più difficile da gestire, al punto da convincerla a rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine per ottenere assistenza. L’arrivo degli operatori ha consentito di riportare la situazione alla calma e di avviare tutti gli accertamenti necessari.

Nel corso delle attività successive, la donna avrebbe inoltre riferito elementi che vanno oltre quanto accaduto nella giornata dell’intervento. Agli agenti avrebbe infatti raccontato di essere stata, nel tempo, destinataria di comportamenti ritenuti vessatori e intimidatori, che avrebbero caratterizzato il rapporto con l’ex compagno anche dopo la fine della relazione.

Nel dettaglio, la vittima avrebbe parlato di insulti ripetuti, minacce, atteggiamenti aggressivi e comportamenti finalizzati a esercitare pressione psicologica nei suoi confronti. In alcune circostanze, sempre secondo quanto dichiarato agli investigatori, tali condotte sarebbero sfociate anche in episodi di aggressività fisica. Le dichiarazioni raccolte sono state oggetto di approfondimento da parte degli operatori, che hanno provveduto a trasmettere gli atti all’Autorità Giudiziaria per le valutazioni di competenza.

Al termine dell’attività svolta, l’uomo è stato denunciato per il reato di maltrattamenti in famiglia, ipotesi prevista dal Codice Penale per condotte reiterate che determinano una situazione di sofferenza fisica o psicologica all’interno del contesto familiare o affettivo.

Maltrattamenti in famiglia, cosa prevede la legge italiana

Il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi è disciplinato dall’articolo 572 del Codice Penale e rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui l’ordinamento italiano tutela le vittime di violenze, soprusi e comportamenti vessatori all’interno delle relazioni familiari o affettive.

La norma non riguarda esclusivamente le aggressioni fisiche. La giurisprudenza, infatti, considera rilevanti anche quelle condotte che determinano una condizione di costante sopraffazione psicologica. Minacce, umiliazioni, insulti continui, intimidazioni, controllo ossessivo e comportamenti persecutori possono assumere rilievo penale quando vengono posti in essere in maniera abituale e sistematica.

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Lorenzo Farneti
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