Giornata storica ad Assisi per la venerazione pubblica delle spoglie di San Francesco, esposte per la prima volta nella teca collocata davanti all’altare della Basilica Inferiore a lui dedicata. Dalle prime ore dell’alba, già a partire dalle 5, centinaia di fedeli si sono messi in fila lungo i percorsi predisposti per accedere al luogo dell’ostensione.
La città serafica si è svegliata in un clima di silenzio e raccoglimento, con un flusso continuo di pellegrini provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero. La fila, composta e ordinata, si è snodata progressivamente verso l’ingresso della Basilica, dove sono stati attivati controlli e misure di sicurezza rafforzate.
L’accesso alla Basilica Inferiore avviene attraverso percorsi obbligati, con controlli ai varchi, metal detector e personale dedicato. È stato allestito un vero e proprio hub di accoglienza per regolamentare l’afflusso, fornire indicazioni e garantire che ciascun pellegrino possa sostare davanti alla teca in condizioni di ordine e sicurezza.
A coordinare l’organizzazione è il Sacro Convento, che ha predisposto un piano dettagliato per la gestione delle presenze attese. Oltre 18mila persone sono previste nella sola giornata di domenica, tra italiani e pellegrini stranieri.
Fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazioni del Sacro Convento, ha accompagnato i visitatori nella gestione del flusso e dell’accoglienza. "L'emozione è altissima, i fedeli sentono vicina la presenza di Francesco", spiega, sottolineando come ogni aspetto organizzativo sia stato studiato nei minimi dettagli.
La fila, rigorosamente ordinata e silenziosa, consente a ogni pellegrino di avvicinarsi alla teca che custodisce i resti del Santo. Molti si fermano per alcuni istanti: fanno il segno della croce, lanciano un bacio, pregano con le mani giunte o semplicemente sostano in silenzio, visibilmente colpiti dalla fragilità e dalla storicità del corpo.
Il clima che si respira è quello di una profonda partecipazione spirituale, con momenti di intensa commozione personale. Fra Giulio racconta episodi che testimoniano il valore umano e religioso dell’evento: "Una signora mi ha affidato la preghiera per sua madre, che sarà sottoposta a un'operazione. In questi gesti si sente la forza di Francesco e la sua vicinanza".
Sempre nella mattinata di oggi, nella Basilica Superiore, si è svolta la celebrazione della Santa Messa presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi. Alla liturgia hanno preso parte autorità civili e religiose, tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.
La celebrazione ha rappresentato il momento istituzionale e liturgico di apertura di un periodo che vedrà Assisi al centro dell’attenzione mondiale per la spiritualità francescana.
L’ostensione delle spoglie di San Francesco d'Assisi proseguirà fino al 22 marzo, richiamando ad Assisi un flusso costante di fedeli dall’Italia e dall’estero. Secondo le prime stime, sono attese decine di migliaia di visitatori ogni giorno, con numeri destinati a crescere ulteriormente nei fine settimana e in occasione delle celebrazioni più significative.
Per la città umbra si tratta di un appuntamento di importante tanto sul piano religioso quanto culturale. L’evento richiama non solo pellegrini, ma anche delegazioni ecclesiastiche, gruppi organizzati e visitatori attratti dal valore simbolico dell’ostensione.
Sul piano operativo, istituzioni civili e autorità religiose hanno predisposto un articolato piano di accoglienza e sicurezza. Particolare attenzione è stata riservata ai percorsi di accesso e ai presidi di controllo, con l’obiettivo di coniugare le esigenze di sicurezza con il raccoglimento proprio dell’esperienza spirituale.
L’ostensione assume inoltre una significativa dimensione economica e organizzativa, incidendo sull’intero sistema cittadino e rappresentando un banco di prova per la capacità di Assisi di sostenere un afflusso straordinario senza compromettere quel clima di silenzio, contemplazione e misura che da secoli ne definisce l’identità.