Si è insediato ieri pomeriggio nella diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno il nuovo vescovo, monsignor Felice Accrocca, con una celebrazione solenne nella cattedrale di San Rufino, nel giorno liturgico dell’Annunciazione. Un momento di particolare rilievo per la comunità ecclesiale e per l’intero territorio umbro, che accoglie il nuovo pastore in una fase di forte intensità spirituale, segnata dall’ottocentenario francescano e da una rinnovata attenzione internazionale verso il messaggio di Assisi.
L’ingresso del presule rappresenta non solo un passaggio istituzionale, ma anche un momento simbolico per una comunità chiamata a confrontarsi con le sfide del presente, tra tensioni globali, trasformazioni sociali e il bisogno di riferimenti spirituali condivisi.
La celebrazione nella cattedrale di San Rufino ha segnato ufficialmente l’avvio del ministero episcopale di Accrocca nelle diocesi unite, in una data dal forte valore simbolico come quella dell’Annunciazione. La scelta del 25 marzo si inserisce in un calendario denso di significati, anche in relazione alle celebrazioni francescane in corso.
Il rito di insediamento, partecipato da autorità civili, religiose e da numerosi fedeli, ha rappresentato il primo momento pubblico di incontro tra il nuovo vescovo e il territorio. Un passaggio accompagnato da un clima di attenzione e attesa, nel segno della continuità ecclesiale ma anche dell’apertura a una nuova fase pastorale.
Nel corso della sua prima omelia, monsignor Accrocca ha indicato la direttrice del proprio ministero, ponendo al centro il tema della pace. “Lavoriamo insieme perché il sogno della pace si avveri”, ha affermato, rivolgendosi alla comunità e alle istituzioni, con un invito esplicito alla corresponsabilità e alla costruzione di percorsi condivisi.
Un messaggio che si colloca nel solco della tradizione francescana, ma che assume una valenza ancora più attuale nel contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni. Non a caso, il nuovo vescovo ha richiamato con forza la figura di San Francesco, utilizzando un’immagine destinata a lasciare il segno: “il messaggio si pace di San Francesco è così potente da essere una bomba atomica da diffondere su tutta la terra”. Parole che sintetizzano un’impostazione pastorale chiara: fare del Vangelo e dell’eredità francescana non solo un riferimento spirituale, ma uno strumento di trasformazione sociale e culturale.
Il riferimento a San Francesco non è stato solo simbolico, ma profondamente radicato nella visione proposta dal nuovo vescovo. Accrocca ha sottolineato come il messaggio francescano, fondato sulla pace, sulla fraternità e sulla conversione personale, rappresenti ancora oggi una chiave di lettura efficace per interpretare il presente.
In un contesto globale attraversato da crisi e conflitti, il richiamo alla testimonianza del santo di Assisi si traduce in un invito a riscoprire la centralità dei valori evangelici e a costruire relazioni fondate sul dialogo e sulla solidarietà. Un’impostazione che lega strettamente dimensione spirituale e responsabilità civile.
All’insediamento del nuovo vescovo si è unito il messaggio della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha espresso partecipazione e vicinanza a nome dell’intera comunità regionale.“Accogliamo con profonda partecipazione e affetto l’ingresso di monsignor Accrocca - ha dichiarato Stefania Proietti. È un momento importante per tutta la nostra comunità regionale, che riconosce nel ruolo del vescovo un riferimento spirituale, culturale e civile”.
La presidente ha poi evidenziato il valore dell’insediamento in relazione al momento storico vissuto dall’Umbria: “Il suo ministero inizia in un tempo straordinario, nel cuore dell’ottocentenario della morte di San Francesco, che sta richiamando in Umbria il mondo intero. In questo contesto, la sua guida sarà preziosa per accompagnare un cammino che unisce spiritualità, accoglienza e responsabilità verso le nuove generazioni”.
Infine, un augurio rivolto direttamente al nuovo presule: “A monsignor Accrocca va l’augurio di un servizio vivo e vicino alle persone, in particolare ai più fragili”.
L’ingresso di Accrocca segna anche la conclusione del lungo ministero di monsignor Domenico Sorrentino, che ha guidato le diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno fino al raggiungimento dei limiti di età. Il passaggio di consegne rappresenta un momento significativo per la vita ecclesiale del territorio, che negli anni è stato accompagnato da un percorso di crescita e trasformazione. La nuova fase si apre dunque nel segno della continuità, ma anche con l’aspettativa di un rinnovato slancio pastorale.
Il percorso di insediamento proseguirà nei prossimi giorni con l’ingresso ufficiale nella diocesi di Foligno, in programma il 28 marzo nella cattedrale di San Feliciano. Un passaggio che completerà formalmente la presa di possesso delle due sedi unite, segnando il pieno avvio del ministero episcopale di monsignor Accrocca sull’intero territorio.
Si tratta di una tappa significativa, che va oltre il valore strettamente liturgico e assume una dimensione ecclesiale e pastorale più ampia: l’insediamento nelle due diocesi si configura infatti come un processo progressivo di radicamento, attraverso il quale il nuovo vescovo è chiamato a instaurare un rapporto diretto con le comunità locali, consolidando la propria presenza e il proprio ruolo di guida spirituale.
Con l’avvio del ministero di monsignor Accrocca, la Chiesa umbra entra in una nuova fase, chiamata a confrontarsi con le sfide del presente mantenendo salda la propria identità spirituale. Il richiamo alla pace, alla corresponsabilità e al messaggio francescano rappresenta il filo conduttore di un percorso che si preannuncia centrato sul dialogo e sulla vicinanza alle persone.
In un tempo definito cruciale “per l’Umbria e per il mondo”, l’ingresso del nuovo vescovo assume così un significato che va oltre la dimensione ecclesiale, toccando il tessuto civile e culturale del territorio. Un segnale che, nelle intenzioni del nuovo pastore, vuole tradursi in azione concreta, capace di incidere nella vita delle comunità e nel dibattito pubblico.