12 Aug, 2025 - 19:54

Asia è scomparsa nel nulla: le telefonate degli amici e il mistero dell'auto gialla

Asia è scomparsa nel nulla: le telefonate degli amici e il mistero dell'auto gialla

Continua l’angoscia per la sorte di Asia, ventunenne di Terni sparita nel nulla. La ragazza si è allontanata domenica 10 agosto intorno alle 18 dalla Comunità Incontro di Amelia, dove si trovava da giugno, e da allora non si hanno più notizie di lei. Le ultime ore hanno però portato sviluppi inquietanti: sembra che nessuno abbia avviato ufficialmente le ricerche fino a due giorni dopo la scomparsa, e sono emersi dettagli su telefonate fatte da Asia ad alcuni amici nel cuore della notte in preda al panico. Ecco gli ultimi aggiornamenti di oggi 12 agosto sulla vicenda.

Scomparsa di Asia, 21enne di Terni: la denuncia arriva dopo due giorni

Fino a poco dopo mezzogiorno di oggi, nessuna segnalazione ufficiale della scomparsa di Asia risultava alle forze dell’ordine. La denuncia formale è stata infatti presentata solo oggi, 12 agosto, alle ore 12:20 presso la stazione dei carabinieri di Orte. Questo significa che per quasi 48 ore dalla fuga di Asia non è partita la “macchina” ufficiale delle ricerche. Secondo quanto riferito, la comunità terapeutica avrebbe inizialmente segnalato l’allontanamento di Asia ai servizi sociali, ma senza sporgere immediata denuncia ai carabinieri. Ciò ha di fatto ritardato l’attivazione dei protocolli di ricerca, facendo perdere ore preziose in un caso di scomparsa che richiedeva la massima tempestività.

A far scattare finalmente l’allarme ufficiale è stata la madre di Asia: la donna, stamattina, si è precipitata ad Orte dopo aver raccolto alcune indicazioni che collocavano la figlia proprio in quella cittadina laziale. Parlando con gli agenti della Polfer alla stazione ferroviaria, la madre ha scoperto con sgomento che fin lì non esisteva alcuna denuncia di scomparsa a nome di Asia. Solo a quel punto, di fronte alla sua insistenza, è stata formalizzata la denuncia e sono state avviate ufficialmente le ricerche.

Le telefonate disperate di Asia agli amici prima di sparire

Tra i tasselli mancanti di questa vicenda spiccano alcune telefonate fatte da Asia dopo la fuga. Nella tarda serata di lunedì 11 agosto – oltre 24 ore dopo il suo allontanamento – la ragazza avrebbe contattato due amici usando un numero sconosciuto. Al telefono Asia appariva in preda a forti attacchi di panico, spaventata e confusa. Ha chiesto prima a uno e poi all’altro amico di raggiungerla e portarla via, come se si sentisse in pericolo o non sapesse come muoversi. Purtroppo nessuno dei due ha potuto soddisfare la sua richiesta. I ragazzi avrebbero però avvertito il tutore legale di Asia dell’accaduto.

Ancora più sorprendente, la madre di Asia è venuta a conoscenza di queste telefonate solo stamattina (12 agosto), a distanza di ore. Questa rivelazione ha aggiunto ulteriore preoccupazione e urgenza: Asia lunedì notte era in crisi e chiedeva soccorso, segno che potrebbe trovarsi in difficoltà serie. Inoltre, il dettaglio delle chiamate ha fornito un indizio cruciale sulla possibile posizione di Asia in quelle ore: le segnalazioni raccolte indicavano la sua presenza proprio nella zona di Orte, dove infatti la madre si è precipitata oggi. Purtroppo, all’arrivo ad Orte, di Asia non c’era traccia.

Il giallo dell’auto gialla vista fuori dalla Comunità Incontro

In un primo momento si era parlato di un allontanamento “furtivo” dalla comunità, quasi che Asia fosse scappata senza farsi notare. Ma un nuovo elemento emerso nelle ultime ore cambia il quadro: un operatore della Comunità Incontro ha raccontato di aver visto Asia allontanarsi domenica sera e di aver provato a fermarla. La ventunenne sarebbe addirittura salita a bordo di una macchina gialla ferma nei pressi della struttura, che l’ha portata via. Questo dettaglio apre molti interrogativi: chi guidava quell’auto? Si trattava di un conoscente venuto a prenderla, oppure Asia ha accettato un passaggio da uno sconosciuto? La targa del veicolo è stata notata? Al momento non ci sono risposte certe.

La presenza di quell’auto gialla misteriosa suggerisce però che la fuga di Asia possa essere stata preordinata o facilitata da qualcuno. Se così fosse, sarebbe un tassello fondamentale per rintracciarla. Il fatto che inizialmente si parlasse di fuga indisturbata, e solo ora emerga la testimonianza dell’operatore, evidenzia anche una comunicazione frammentaria tra la comunità e la famiglia: alcuni dettagli chiave non sono stati condivisi subito con la madre. Tutto ciò potrebbe aver compromesso l’efficacia delle ricerche nelle prime ore, lasciando zone d’ombra su cui ora gli inquirenti dovranno far luce.

Ricerche a tappeto tra Umbria e Lazio: il timore della madre

A seguito della denuncia presentata a metà giornata, le ricerche di Asia sono finalmente partite a pieno regime. Le forze dell’ordine hanno esteso i controlli oltre la provincia di Terni, spingendosi anche verso il Lazio e la capitale: non si esclude infatti che la giovane possa aver cercato rifugio o essere finita a Roma. Pattuglie e unità di ricerca hanno setacciato le stazioni ferroviarie, i terminal degli autobus e altre aree sensibili, finora senza esito. Ore di apprensione si vivono pure all’interno della Comunità Incontro di Amelia, dove Asia era ospite da un mese e mezzo.

La madre di Asia, intanto, non smette di lanciare appelli accorati attraverso i media e i social. La donna teme che la figlia “possa essere nei guai” e sottolinea che fa molto caldo e Asia è senza i suoi farmaci. La ventunenne soffre infatti di gravi disturbi psichiatrici e necessita di cure costanti, quindi girare da sola in stato confusionale la espone a enormi rischi.

Chi è Asia e perché la sua scomparsa preoccupa così tanto

La giovane ha un profilo problematico: le è stato diagnosticato un disturbo bipolare di tipo I associato a disturbo borderline di personalità, con episodi di dissociazione dalla realtà. A ciò si aggiunge una dipendenza da sostanze stupefacenti, un mix che la rende instabile e potenzialmente pericolosa per sé e per gli altri. In passato Asia è stata protagonista di episodi violenti e reati: avrebbe persino aggredito la madre durante una crisi, ed è coinvolta in procedimenti per furti e rapine. Proprio per questi precedenti, i giudici – pur riconoscendole una capacità di intendere e volere ridotta – l’avevano affidata a un percorso terapeutico obbligatorio in comunità, come misura alternativa al carcere.

Si tratta però di una soluzione ibrida e precaria, che ora mostra tutti i suoi limiti. Asia non è in una struttura detentiva, ma nemmeno in libertà vigilata: di fatto era ospite “volontaria” in una comunità aperta, dalla quale è potuta fuggire con relativa facilità. Questa mancanza di misure più rigide o di un contesto sanitario idoneo ha creato un vuoto di tutela, lasciando Asia in una sorta di limbo pericoloso. Gli ultimi sviluppi – dalla denuncia tardiva alle chiamate di aiuto ignorate fino all’auto gialla su cui è salita – mettono in luce possibili falle nelle procedure e nella comunicazione tra istituzioni, comunità e famiglia.

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Francesca Secci
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