Il Perugia ha un bisogno semplice quanto urgente: tornare a vincere. L’ultimo sorriso in campionato risale ormai al 4 gennaio 2026, quando i biancorossi si imposero per 2-1 sul campo del Guidonia, una vittoria pesante su un terreno tutt’altro che semplice. Da lì in poi, però, il cammino del Grifo si è complicato. Due gare consecutive al “Curi”, contro dirette concorrenti per la salvezza come Bra e Gubbio, hanno prodotto appena un punto, quello strappato ai piemontesi, seguito dalla sconfitta nel derby, una ferita ancora aperta perché arrivata contro i rossoblù eugubini alla loro prima storica vittoria a Perugia.
La classifica oggi parla chiaro e preoccupa: 19 punti, terzultimo posto e tre lunghezze di ritardo dal Livorno, quindicesimo e prima squadra virtualmente salva. Un margine sottile ma pesantissimo, che ha rispinto il Perugia nelle sabbie mobili dei playout. Il prossimo ostacolo è di quelli che non concedono distrazioni: l’Ascoli, terzo in classifica, ferito però dalla recente sconfitta in casa della Juventus Next Gen. Un match che vale molto più dei tre punti, anche sul piano psicologico.
Il tecnico biancorosso ha iniziato l’analisi dalle ultime due gare, difendendo le prestazioni della sua squadra nonostante i risultati deludenti:
“Ho poco da rimproverare nelle ultime due partite. Il risultato del Gubbio ci ha penalizzato per quanto visto in campo, dispiace ovviamente perché è un derby. Forse è questa la motivazione per cui siamo dispiaciuti di non aver dato una gioia ai tifosi. A livello tecnico, a parte il primo tempo contro il Gubbio dove dovevamo avere più coraggio, la squadra ha fatto bene, così come nel secondo tempo, dove abbiamo preso gol dall’unico tiro in porta. Non ho notato grandi differenze rispetto ad altre partite: la squadra è viva, ha sempre fatto prestazioni”.
Parole che ribadiscono un concetto chiave: il Perugia non è una squadra rassegnata, ma una formazione che fatica a concretizzare quanto produce. Da qui la riflessione sul modulo, senza improvvisazioni:
“Si fanno sempre delle riflessioni anche in base all’avversario, ma non è improvvisazione. È una squadra con giocatori esperti, ci abbiamo lavorato da martedì. Avendo una base importante di 4-3-1-2, vedrò cosa fare: il modulo è relativo se non hai l’approccio, l’interpretazione e l’atteggiamento giusto. Chiederò la prestazione”.
Poi l’elogio all’Ascoli, avversario di livello assoluto:
“Giochiamo contro una squadra importante che gioca un buon calcio. Ne ho viste tante in questi mesi e, su sessanta squadre, penso che l’Ascoli sia tra le migliori. Loro sono forti, ma anche noi lo siamo: ce la andiamo a giocare”.
Tedesco ha chiarito come si affronta una gara così delicata dopo due risultati negativi:
“Si affronta come una partita importante, con l’atteggiamento giusto. Bisogna dare la giusta importanza alla gara e al contesto. Tutte le partite abbiamo il dovere di fare risultato”.
Inevitabile un passaggio sull’addio imminente di Torrasi, diretto alla Juve Stabia:
“Torrasi è un ragazzo molto serio e professionale, un gran bel giocatore. È arrivata per lui un’opportunità importante in Serie B. Sia lui sia Matos sono in scadenza ed è normale che, se arriva una proposta da un club di Serie B, sia inutile trattenerli. Lo ringrazio per quello che ci ha dato: è un gran professionista”.
Capitolo Bolsius, uno dei volti nuovi su cui il Perugia punta forte:
“È un giocatore importante, di grandissime qualità. Quando c’è stata l’occasione di prenderlo ho avallato la scelta. Può fare la seconda punta, il trequartista o l’esterno: ha qualità tecniche, forza e corsa. È un valore aggiunto. Deciderò se farlo partire davanti con Bacchin o dalla panchina, ma è un’arma in più. La società ha fatto un acquisto importante anche per il futuro”.
Sul piano tattico, la scelta del 3-5-2 appare sempre più concreta:
“Abbiamo lavorato tutta la settimana su questo modulo e lo porterò avanti. Al novanta per cento sarà quello che useremo contro una squadra propositiva come l’Ascoli. Bisogna stare compatti e ripartire”.
Quanto agli interpreti:
“Calapai non c’è, Angella si è allenato solo da due giorni dopo un’influenza importante. Riccardi ha avuto un problema alla coscia ma è rientrato. Devo sbagliare il meno possibile. Stramaccioni può debuttare. Angella verrà con noi: è il capitano, è sempre meglio averlo”.
Sugli esterni, fondamentali nel 3-5-2:
“Dipende da cosa vuoi: più difensivi o più offensivi. Megeleaitis, Giunti o Tozzuolo possono fare il quinto”.
Chiusura sul mercato:
“Sono contento di questo gruppo. A un giorno da una partita così importante non mi piace parlare di mercato: bisogna pensare solo all’Ascoli”.