Una comunicazione formale dell’Inail ha aperto un nuovo e delicato capitolo nella gestione degli ascensori pubblici di via Baldassini e via XX Settembre a Gubbio.
Con una pec notificata alla Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, società interamente partecipata dal Comune, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha disposto sanzioni per oltre 5.000 euro a seguito di un accertamento relativo all’utilizzo dei dipendenti addetti al servizio.
La notifica rappresenta il primo atto ufficiale di una vicenda che ora rischia di avere ulteriori sviluppi, anche sul piano amministrativo e contabile.

Alla sanzione Inail potrebbero presto aggiungersi altri provvedimenti.
Secondo quanto trapela, a breve è prevista una richiesta formale anche da parte dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Inps, che stanno seguendo il medesimo filone ispettivo.
Si tratterebbe quindi di una verifica complessiva sulle modalità di impiego del personale, con possibili riflessi su contratti, inquadramenti e contribuzione.
Un passaggio che rende la questione particolarmente sensibile, trattandosi di una società pubblica che gestisce servizi per conto del Comune di Gubbio.
A questo punto si apre il capitolo più delicato: quello delle responsabilità.
La domanda è inevitabile e, al momento, resta aperta.
Chi rifonderà le sanzioni Inail?
Saranno a carico della Gubbio Cultura e Multiservizi Srl, e quindi indirettamente del Comune, oppure verrà valutata una responsabilità diretta dell’amministratore unico Paolo Rocchi, in carica durante la gestione oggetto degli accertamenti?
E ancora: l’eventuale pagamento ricadrà sui bilanci pubblici, oppure sarà oggetto di una verifica più approfondita sulle responsabilità gestionali?
Sono interrogativi legittimi, che al momento non rappresentano accuse, ma che dovranno essere necessariamente affrontati nelle sedi competenti.
Proprio per la natura pubblica della società, la vicenda potrebbe ora interessare anche la Corte dei Conti dell’Umbria.
L’eventuale pagamento delle sanzioni con fondi pubblici potrebbe infatti configurare un possibile danno erariale, ipotesi che spetterà eventualmente ai magistrati contabili valutare dopo un’istruttoria.
In questo scenario, non è escluso che venga approfondito anche il ruolo degli organi politici che si sono succeduti nel tempo.
Resta da chiarire se e in che misura gli ex sindaci Filippo Mario Stirati e Vittorio Fiorucci fossero a conoscenza della situazione, elemento che potrebbe incidere su una eventuale corresponsabilità amministrativa.
Un altro nodo riguarda le possibili iniziative dell’attuale Amministrazione comunale.
Ci si chiede se il Comune di Gubbio avvierà azioni di rivalsa o di verifica interna nei confronti della società, dell’amministratore unico o della precedente Giunta.
Sono valutazioni complesse, che toccano il rapporto tra ente proprietario e società partecipata, e che richiedono un’analisi tecnica e giuridica approfondita.
Al momento non risultano atti ufficiali in questo senso, ma la vicenda è destinata a produrre conseguenze anche sul piano politico.
Alla questione delle sanzioni si affianca un altro fronte già aperto: il contenzioso legale pendente davanti al giudice del lavoro tra alcuni ex addetti agli ascensori, titolari di partita Iva, e la Gubbio Cultura e Multiservizi Srl.
Una causa che coinvolge indirettamente anche il Comune, in quanto proprietario della società.
L’esito di questo procedimento potrebbe incidere ulteriormente sulla valutazione complessiva della gestione del servizio, soprattutto se dovessero emergere profili di lavoro subordinato mascherato o irregolarità contrattuali.

All’interno di questo quadro si inserisce anche una vicenda specifica, già oggetto di attenzione pubblica.
Si tratta di una dipendente assunta come ausiliaria, successivamente licenziata dalla società sotto la gestione Rocchi e poi reintegrata dal giudice del lavoro, che ne ha disposto il rientro in servizio.
La lavoratrice è stata quindi assegnata proprio agli ascensori pubblici.
A rappresentarla nel procedimento è stato l’avvocato Francesco Gagliardi, all’epoca consigliere comunale di opposizione e oggi vicesindaco della città, elemento che rende il contesto ancora più delicato sotto il profilo istituzionale, pur in assenza di profili di incompatibilità formale.
Nel suo complesso, la questione degli ascensori pubblici si configura oggi come un caso che intreccia gestione societaria, responsabilità amministrative, diritto del lavoro e utilizzo di risorse pubbliche.
Per questo motivo, la richiesta che emerge con forza è una sola: chiarezza.
Chiarezza sui fatti accertati, sui ruoli, sulle eventuali responsabilità e sulle conseguenze economiche per la collettività.
Non per alimentare polemiche, ma per garantire trasparenza in una vicenda che riguarda direttamente servizi pubblici e denaro dei cittadini.
Nei prossimi mesi, con l’arrivo degli atti di Inps e Ispettorato del lavoro e l’eventuale interessamento della Corte dei Conti, il quadro potrebbe diventare ancora più definito.
E allora le domande di oggi potrebbero trovare finalmente risposta.