Nel piccolo borgo di Arrone (Terni) una vicenda dai contorni inquietanti. Lunedì 18 agosto i carabinieri hanno ritrovato nel giardino della casa di famiglia il corpo senza vita di una donna di 71 anni, sepolto vicino a un muro di contenimento. La vittima è stata identificata in Enza Delli Gatti, originaria di Montella (Avellino). Dagli accertamenti preliminari risulterebbe deceduta da diversi mesi – forse un anno – eppure la sua pensione continuava a essere incassata ogni mese. Un particolare che, come nei casi raccontati da Federica Sciarelli, diventa il vero nodo della vicenda: chi riscuoteva quel denaro mentre Enza era già morta? Il rinvenimento, scattato dopo la segnalazione della figlia, ha aperto un’indagine della Procura di Terni, affidata al sostituto procuratore Raffaele Pesiri.
L’indagine era partita inizialmente come ricerca di persona. Alcuni giorni fa la figlia di Enza, che viveva temporaneamente in Campania, aveva dato l’allarme per la scomparsa della madre. I carabinieri di Arrone si sono recati presso l’abitazione dove viveva la donna insieme alla famiglia e, secondo quanto riferito agli inquirenti, il genero – che ora risulta indagato – ha mostrato loro il punto esatto della sepoltura. Il corpo è stato quindi estratto dal terreno e trasferito all’Istituto di Medicina Legale di Perugia per l’esame autoptico. Già durante il ritrovamento i militari hanno osservato che il cadavere versava in avanzato stato di decomposizione, segno che la donna era lì sepolta da settimane se non mesi. Sarà proprio l’autopsia, affidata al medico legale Massimo Lancia, a stabilire con precisione le cause e la data del decesso.
La donna si chiamava Enza Delli Gatti, 71 anni. Originaria di Montella, comune dell’Irpinia, si era trasferita con la famiglia ad Arrone circa vent’anni fa. Con il marito e gli altri figli aveva acquistato una casa in una località isolata della Valnerina dove si dedicavano all’allevamento di ovini. Successivamente la famiglia si era spostata nella Tuscia viterbese, per poi farvi ritorno ad Arrone un paio di anni fa. A Arrone Enza viveva con la figlia Elisabetta e il genero. La donna, riferiscono fonti locali, aveva avuto problemi di salute nell’ultimo anno (si era recata in ospedale la scorsa estate), ma non era formalmente residente in Umbria e dunque non seguita dai servizi sanitari locali.
Gli inquirenti del Nucleo operativo dei carabinieri di Terni stanno cercando di far luce sul perché il corpo sia rimasto nascosto a lungo. In vista degli accertamenti medico-legali il marito della figlia di Enza – cioè il genero – è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di soppressione di cadavere. Si tratta di un reato diverso da quello di occultamento di cadavere, inizialmente ipotizzato contro ignoti nel fascicolo aperto dai magistrati. L’iscrizione come indagato del genero è comunque un atto dovuto, in attesa di chiarire le cause e i tempi del decesso. Secondo i primi riscontri il decesso di Enza risalirebbe a diversi mesi fa, forse anche a un anno. Proprio su questo punto sarà decisiva l’autopsia: il medico legale Lancia dovrà verificare se la morte sia avvenuta per cause naturali o se vi siano stati eventi violenti che l’hanno provocata.
Nel frattempo i carabinieri stanno ascoltando familiari, vicini e conoscenti della donna per ricostruire le ultime fasi della vicenda. Le domande sono tante: chi e perché ha seppellito il cadavere senza denunciare la morte? E, soprattutto, come mai nessuno aveva fatto nulla per mesi, lasciando la donna nel suo oscuro destino?
Un elemento cruciale che ha attirato l’attenzione degli inquirenti è la gestione economica della pensione di Enza Delli Gatti. La pensione continuava ad essere regolarmente erogata ogni mese anche dopo la sua morte. "La chiave del giallo sembra proprio la riscossione di quella pensione", commentano i media locali. Ora gli investigatori puntano a stabilire se qualcuno abbia continuato a incassare i versamenti e, in caso affermativo, come sia stato usato quel denaro. È un aspetto su cui si concentrano i militari: cercare di capire chi abbia beneficiato dei soldi della pensionata e se questo possa essere stato un movente per occultarne la morte.
Tutta la frazione di Arrone è stata scossa dalla notizia. La scoperta del cadavere ha lasciato increduli gli abitanti di questa tranquilla valle della Valnerina ternana. Il sindaco di Arrone, Fabio Di Gioia, ha espresso "forte sgomento" per quanto accaduto, sottolineando il grande lavoro degli inquirenti impegnati nelle verifiche. Anche i vicini di casa sono stati ascoltati dai carabinieri: tutti faticano a credere che, a pochi passi dalle loro abitazioni, fosse nascosto un delitto per mesi. L’attenzione degli abitanti è ora rivolta agli sviluppi dell’indagine, in attesa che le autorità facciano piena luce sui misteri che circondano la morte di Enza Delli Gatti.