03 May, 2026 - 09:45

Gli appuntamenti sindacali: la Uil al congresso, la Fim Cisl Umbria incalza: "Il contratto metalmeccanici va subito calato nelle fabbriche"

Gli appuntamenti sindacali: la Uil al congresso, la Fim Cisl Umbria incalza: "Il contratto metalmeccanici va subito calato nelle fabbriche"

Un doppio appuntamento sindacale di primavera delinea la mappa delle priorità per il lavoro in Umbria. Domani, lunedì 4 maggio, nella Sala Conferenze della Figc di Perugia, la Uil Umbria terrà il suo XIX congresso confederale, atto finale di una stagione congressuale che ha già portato al rinnovo di tutti i segretari di categoria e degli organismi dirigenti. A poche ore di distanza, e a poco più di cinquanta chilometri, il consiglio generale della Fim Cisl Umbria riunito a Città di Castello ha messo al centro l’applicazione del nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, indicando nella contrattazione di secondo livello lo strumento principe per tradurre aumenti e tutele nella concretezza dei luoghi di lavoro. Due eventi speculari, che incrociano una fase di rapidissima trasformazione del tessuto produttivo regionale, con l’automotive, l’energia, le infrastrutture e la formazione a fare da sfondo comune.

"Sono stati momenti importanti, di approfondimento e confronto vero e sentito. Una stagione dove abbiamo fatto il punto sui traguardi, individuando i prossimi obiettivi", ha spiegato il segretario generale della Uil UmbriaMaurizio Molinari, tirando le fila di un percorso che ha toccato tutti i comparti. "Abbiamo costruito insieme una Uil più forte, coesa e incisiva", ha aggiunto, preannunciando la relazione che terrà alle 10 di domanidavanti ai delegati, agli ospiti e al segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni, al quale sono affidate le conclusioni della sessione mattutina. Il pomeriggio, dopo l’elezione degli organismi statutari, toccherà al segretario generale nazionale Pierpaolo Bombardieri chiudere il congresso.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, clarinetto e folla

"Costruito insieme una Uil più forte": il congresso suggella il rinnovamento, ora la sfida delle priorità territoriali

Il congresso confederale in programma a Perugia non è soltanto il culmine di un processo democratico interno. Rappresenta il momento in cui la Uil Umbria dovrà tradurre la forza organizzativa in capacità di incidenza sulle politiche regionali. D’altronde, il sindacato arriva a questo appuntamento con il peso di un sistema produttivo in cui, accanto a eccellenze industriali, si addensano interrogativi pesanti sulla tenuta di intere filiere. È un dato che Molinari conosce bene e che entra di diritto nella discussione più ampia che il sindacato intende portare sul tavolo della Regione e delle imprese.

A scandire tempi e urgenze ci ha pensato, poche ore prima, l’assise della Fim Cisl Umbria, che da Città di Castello ha lanciato un messaggio netto: il rinnovo del contratto metalmeccanici - firmato dopo un negoziato iniziato nel luglio 2023 - raggiunge il suo pieno valore solo se viene declinato azienda per azienda, distretto per distretto. "È strategica e fondamentale per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, a questo punto, la contrattazione di secondo livello, seguendo le linee guida che abbiamo elaborato", ha detto il segretario generale nazionale della Fim CislFerdinando Uliano. "Un protagonismo che può essere possibile solo se i lavoratori sapranno quello che abbiamo fatto per riuscire a riempire di contenuti il rinnovo contrattuale".

Automotive e contratto: "Adesso va calato nelle realtà produttive". La filiera umbra conta già 9 mila persone coinvolte

Uliano ha snocciolato i numeri di un’intesa che, in due rinnovi successivi, ha portato gli aumenti salariali a 515 euro mensili complessivi, con meccanismi di tutela del potere d’acquisto anche in caso di impennata dell’inflazione. Ha poi richiamato i capisaldi normativi: "salute e sicurezza, formazione e inquadramento professionale, stabilizzazione dei contratti, tutele negli appalti, comitati della partecipazione e rinforzamento delle tutele di genere". E ha ricordato il valore simbolico della riduzione di orario a parità di salario: "è una conquista che appartiene al nostro dna ed è persino raffigurata nel nostro simbolo: la foglia verde che si stacca dalle altre bianche rappresenta proprio questo".

Ma per il segretario generale della Fim Cisl UmbriaSimone Liti, il ragionamento non può restare sospeso sulla carta. Nella sua relazione introduttiva ha incardinato la discussione sul presente della regione: "Il settore sta attraversando una transizione epocale. La componentistica nei distretti di Terni, Città di Castello, Umbertide sente già le conseguenze dei grandi cambiamenti in corso. I numeri degli addetti e delle aziende ci dicono che non è un problema futuro: è un problema presente". I dati forniti dallo stesso Liti disegnano un perimetro che tocca circa 9 mila persone: 2 mila addetti diretti in 70 aziende del comparto auto, altri 4 mila stimati nell’indotto (almeno 80 imprese) e 3 mila coinvolti a vario titolo nella filiera allargata, inclusa la manutenzione.

Il segretario generale della Cisl UmbriaAngelo Manzotti, ha aggiunto un elemento di allarme: "Il lavoro stabile in questo settore nella nostra regione è stato sostituito spesso con quello precario, con conseguenze per i lavoratori e le famiglie interessati". Una fotografia che lega la tenuta occupazionale alla qualità stessa del lavoro.

In questo scenario si inserisce la questione energetica, rilanciata dal consiglio Fim di Città di Castello con un richiamo puntuale alla situazione dell’Ast e dell’industria metalmeccanica. "L’autonomia energetica del nostro Paese è insufficiente e gli scenari internazionali rischiano di peggiorare drammaticamente questa condizione", ha affermato Liti. "Su questo chiediamo con forza alla Regione Umbria che faccia la sua parte e che si proceda a una verifica puntuale al Mise, così come richiesto anche dalla Fim Cisl nazionale".

L’elenco delle urgenze si completa con le infrastrutture - "fisiche e digitali", definite da Liti "due facce della stessa medaglia e su entrambe siamo indietro" - e con la formazione. Il paradosso, ha sottolineato il segretario, è che "sempre più spesso si sentono imprenditori lamentare la scarsità di lavoratori con i profili professionali ricercati. Questo è un paradosso in una regione che ha ancora tassi di disoccupazione significativa. Dobbiamo affrontare la questione con strumenti adeguati: la bilateralità e la partecipazione sono strumenti che potrebbero avere un ruolo specifico per fare in modo che la formazione sia più rispondente ai fabbisogni del territorio".

Per la Fim Cisl Umbria, in definitiva, servono tre macro-interventi: una mappatura congiunta tra Università e imprese per allineare le competenze ai fabbisogni produttivi; un sistema di welfare regionale che, attraverso accordi sindacali, aiuti a trattenere i giovani; e il pieno sfruttamento delle opportunità legate alla Zes. "La Fim Cisl Umbria per sostenere queste prospettive - ha concluso Liti - sta investendo sul bene più prezioso che ha: i suoi delegati ed attivisti. Questo anche in vista dei rinnovi delle Rsu e delle Rls".

Tra i presenti all’appuntamento di Città di Castello, nella Scuola di Arti e Mestieri “O. Bufalini”, anche il coordinatore per la Cisl dell’Area Sindacale Territoriale Alto Tevere Antonello Paccavia. Il doppio appuntamento sindacale consegna così al dibattito regionale un’agenda fitta: da lunedì, in casa Uil, si misurerà anche la capacità di tradurre la rinnovata coesione organizzativa in proposte in grado di incidere su emergenze che ormai non ammettono più rinvii.

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Federico Zacaglioni
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