31 Aug, 2026 - 16:00

Appalto pulizie Poste in Umbria, protesta delle lavoratrici Lux: rimborsi auto inadeguati e il silenzio dell’azienda

Appalto pulizie Poste in Umbria, protesta delle lavoratrici Lux: rimborsi auto inadeguati e il silenzio dell’azienda

Tornano al centro della mobilitazione le lavoratrici delle pulizie impiegate negli uffici di Poste Italiane in Umbria. I sindacati di categoria Filcams Cgil Terni e Perugia e Uiltrasporti Umbria sollevano il velo su una condizione di lavoro definita insostenibile per le dipendenti della società Lux S.r.l., l'azienda appaltatrice del servizio. Donne con contratti part-time e salari ai minimi, costrette ogni giorno a macinare chilometri tra sedi distanti e scollegate per garantire l'apertura delle filiali. Lo fanno con le proprie auto, a fronte di un rimborso di appena 0,21 euro al chilometro: una cifra che viene oggi completamente assorbita dai costi del carburante e dall'usura dei mezzi. Un'emergenza retributiva a cui Lux ha risposto lamentando l'assenza di margini economici, mentre Poste Italiane, chiamata in causa come committente, si è trincerata dietro un totale silenzio. Ora le organizzazioni dei lavoratori pretendono un tavolo immediato: il costo dell'appalto non può più gravare sul reddito delle dipendenti.

Rimborsi auto inadeguati e salari erosi: il cortocircuito dell'appalto Lux

La geografia degli uffici postali umbri impone spostamenti continui e frammentati. Le addette coprono tratte quotidiane periferiche, spesso del tutto irraggiungibili con i mezzi pubblici, per assicurare il servizio in orari prestabiliti. Il nodo centrale della vertenza riguarda proprio le spese di trasferta. “Le lavoratrici, in gran parte con contratto part-time e salari bassi, sono costrette a spostarsi quotidianamente tra diverse sedi, talvolta distanti e difficilmente raggiungibili”, denunciano i delegati di Filcams Cgil e Uiltrasporti. Il contributo fisso di 0,21 euro per chilometro riconosciuto da Lux S.r.l. non regge l'urto dell'inflazione e del rincaro energetico. Tra la manutenzione ordinaria del veicolo e il costo della benzina, il rimborso si rivela del tutto insufficiente, andando a intaccare in maniera strutturale redditi già esigui e rendendo di fatto antieconomica la prestazione lavorativa.

Il muro di gomma sulle risorse: l'azienda non ha fondi e Poste Italiane tace

Di fronte alle crescenti difficoltà del personale, i rappresentanti sindacali hanno tentato la via del dialogo formale con la società appaltatrice. L'esito si è rivelato un vicolo cieco. I vertici di Lux hanno infatti chiarito di non possedere la solidità economica per assorbire un aumento dei rimborsi chilometrici. A quel punto, le organizzazioni dei lavoratori hanno deciso di bussare direttamente alla porta del committente. È stata interpellata Poste Italiane, al fine di fare luce sulle effettive condizioni dell'appalto e per sollecitare un intervento tempestivo. La reazione, evidenziano i sindacati, è stata nulla. “Da una parte Lux dichiara di non poter sostenere un aumento del rimborso, dall’altra Poste Italiane, nonostante sia stata formalmente interpellata, sceglie il silenzio. Nel frattempo, a pagare sono le lavoratrici”, spiegano le sigle sindacali di Terni e Perugia.

La richiesta dei sindacati al committente: “Dignità e un tavolo di confronto immediato”

L'assenza di risposte da parte della principale azienda di servizi logistici del Paese viene giudicata inaccettabile dalle sigle sindacali, che ora alzano i toni della vertenza. Il principio categorico è che i costi di gestione dell'appalto non possono pesare sulle spalle delle fasce più deboli della filiera produttiva. “Non chiediamo privilegi, ma dignità e condizioni di lavoro sostenibili”, si legge nella nota congiunta diffusa questa mattina. “Chi garantisce quotidianamente la pulizia e il decoro degli uffici postali merita rispetto, indipendentemente dal fatto che sia dipendente diretto o di un'impresa appaltatrice”. La protesta entra quindi in una fase operativa: Filcams Cgil e Uiltrasporti Umbria intimano a Lux S.r.l. e a Poste Italiane l'apertura immediata di un tavolo. “Il silenzio di Poste Italiane non è più accettabile. Il lavoro deve garantire dignità, anche quando è in appalto”, concludono i sindacati.

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Federico Zacaglioni
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