Per il Comune, la polemica con la Confartigianato sul sistema di gestione degli appalti, che si è poi allargata alle opposizioni di centrodestra e centrosinistra, è uno di quei casi in cui il rumore dello scontro finisce per coprire la voce dei dati.
E così, con una conferenza stampa, l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Maggi e il vicesindaco Riccardo Corridore hanno cercato di riportare alla realtà dei numeri il dibattito esploso intorno agli appalti pubblici a Terni, contestati nelle scorse settimane dalla Confartigianato. Lo hanno fatto con i numeri in mano, offrendo un confronto tra il comportamento dell’amministrazione di Palazzo Spada e quello della Provincia di Terni - nonché dei comuni che ad essa si appoggiano per le procedure di gara.
Nei 18 mesi più recenti, la Provincia di Terni, che agisce anche come stazione appaltante per i piccoli comuni, ha gestito 35 appalti di lavori pubblici: tutti tranne uno sono stati affidati con la formula del massimo ribasso. Stesso criterio applicato per 22 dei 23 lavori affidati da 15 comuni del territorio, senza distinzioni politiche tra amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra. L’unica eccezione? Il Comune di Alviano, che per un appalto ha scelto l’offerta economicamente più vantaggiosa (curiosità, RUP era il dirigente comunale di Terni Nannurelli).
Il Comune di Terni, bersaglio delle critiche dell’associazione di categoria, nello stesso periodo ha gestito 29 appalti: 19 per lavori, di cui 10 affidati con l’offerta economicamente più vantaggiosa. Una percentuale che ribalta la narrazione: oltre la metà dei lavori a Terni è stata assegnata puntando su qualità e progetto, non sul prezzo più basso.
Il confronto sui dati è stato anche l’occasione per l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Maggi per fare chiarezza sul quadro normativo in cui si muovono oggi le stazioni appaltanti. “In trent’anni che mi occupo di appalti - ha dichiarato - non ho mai visto un attacco così pretestuoso e scomposto, soprattutto contro le cooperative sociali. Un comportamento isterico, a mio avviso figlio della sconfitta nella gara per il verde pubblico”.
Secondo Maggi, la materia è regolata da norme precise e da continue modifiche legislative: “Dal 1994 ad oggi ci sono state almeno quattro riforme del Codice degli appalti. Le amministrazioni possono operare solo dentro i confini che la legge impone. Chi dice che bisognava sempre usare l’offerta economicamente più vantaggiosa ignora o finge di ignorare che in molti casi la legge non solo non lo impone, ma lo vieta”.
"È troppo facile, da fuori, gridare che bisognava fare diversamente - ha aggiunto l'assessore ai lavori pubblici - ma le procedure sono tecniche. Io stesso, se potessi, firmerei un ordine di servizio ai funzionari per invitare solo ditte ternane e applicare sempre l’offerta economicamente più vantaggiosa, ma non è possibile: la selezione delle imprese deve seguire regole codificate, trasparenti, aperte alla concorrenza e rispettose della normativa”.
Sul piano dei dati, Maggi ha ribadito che il Comune di Terni non ha nulla da nascondere. “Dove sta l’oggettività se si attacca il Comune di Terni per aver affidato 9 lavori su 19 al massimo ribasso, mentre la Provincia di Terni ha fatto 34 affidamenti su 35 con lo stesso criterio senza che nessuno sollevasse obiezioni?”.
E ha concluso: “Le critiche sono state politicamente indirizzate e disallineate dalla realtà. Anche i comuni del centrosinistra, come Narni, hanno affidato tutti gli appalti al massimo ribasso. Non c’è coerenza, c’è solo polemica strumentale”.
Altrettanto diretto l’intervento del vicesindaco Corridore, che ha ribadito la correttezza formale e sostanziale dell’azione amministrativa dell’attuale giunta. “Noi rispettiamo le regole. Sempre. E siamo sempre stati aperti al dialogo”, ha affermato il numero due di Palazzo Spada, ricordando il recente accordo con Confcommercio come prova di un atteggiamento collaborativo da parte dell’amministrazione Bandecchi.
Secondo Corridore, il problema sarebbe politico prima ancora che tecnico: “Confartigianato ci chiede di fare cose che non sono legalmente consentite. Se potessimo fare affidamenti solo alle ditte locali, lo faremmo. Ma non è possibile”.
E sulla qualità dei lavori affidati, Corridore ha voluto mettere i puntini sulle “i”: “Nessun infortunio, nessuna criticità sulla sicurezza, e per la prima volta facciamo anche contestazioni quando i lavori non sono a regola d’arte, non come avveniva con le amministrazioni che ci hanno preceduto”.
Una stoccata, infine, anche agli oppositori politici: “C’è molta ipocrisia. I comuni governati dal centrodestra, come San Gemini o Montecastrilli, e dal centrosinistra, come Narni, non utilizzano l’offerta economicamente più vantaggiosa. Ma le critiche arrivano solo a Terni”.
In chiusura della conferenza, l’assessore Giovanni Maggi ha annunciato la convocazione di un tavolo provinciale sugli appalti pubblici, previsto per settembre, al quale saranno invitate le principali stazioni appaltanti del territorio: la Provincia di Terni, il Comune di Terni, i comuni maggiori come Narni, Amelia e Orvieto, insieme alle associazioni di categoria.
“Lo scopo - ha spiegato Maggi - è quello di confrontarci, nel rispetto delle normative, su strumenti e procedure che possano rafforzare il rapporto con le imprese locali, valorizzando la qualità dei lavori, la sicurezza e il ruolo delle realtà produttive del territorio”.
“Tutte le associazioni, ad eccezione di Confartigianato, ci hanno chiesto un incontro, hanno presentato osservazioni e manifestato apertura al dialogo” ha precisato ancora L'assessore ai lavori pubblici. “Con loro si potrà lavorare per migliorare, anche sulle procedure di gara. Per quanto mi riguarda - ha concluso - non escludo nessuno, nemmeno Confartigianato. Anche se le modalità con cui ha gestito questo confronto sono state inappropriate, come assessore ho il dovere di tutelare gli iscritti di quella associazione e le imprese del territorio che rappresenta”.
Anche il vicesindaco Riccardo Corridore ha confermato la disponibilità dell’amministrazione comunale: “Noi non abbiamo mai chiuso le porte al dialogo. Anzi, il nostro approccio è stato sempre improntato alla trasparenza, al rispetto delle regole e alla tutela dell’interesse pubblico”.
Riguardo alle recenti polemiche, Corridore ha chiarito: “L’appalto per l’asfalto a caldo, citato dal direttore di Confartigianato come un presunto risultato ottenuto grazie alla sua denuncia mediatica, è stato affidato seguendo le regole e con criteri tecnici precisi. La scelta della ditta ternana è avvenuta perché era l’unica in grado di garantire l’arrivo del materiale in tempo utile per essere utilizzato. Qualsiasi altra opzione avrebbe compromesso la riuscita del lavoro”.
Infine, Corridore ha sottolineato l’aspetto normativo della vicenda: “Se fosse possibile limitarsi a invitare solo ditte locali, lo faremmo volentieri. Ma non si può. La legge impone trasparenza, concorrenza e criteri oggettivi. Lo ribadiamo con fermezza: noi rispettiamo le norme e vigiliamo sulla qualità dei lavori eseguiti, facendo anche contestazioni quando necessario”.
L’incontro di settembre, ha ribadito la giunta, sarà aperto a tutte le componenti istituzionali e associative del territorio.