Dieci anni di attività, un numero crescente di Comuni coinvolti e un volume di gare in costante aumento. È il quadro emerso nel corso dell’Assemblea dei sindaci della Provincia di Perugia, riunita nel palazzo di piazza Italia, dove al centro del confronto è stato posto il ruolo della Stazione unica appaltante provinciale (Sua.Pg), oggi sempre più strategico nella gestione delle procedure pubbliche.
A fare il punto davanti agli amministratori - presenti sia in sala del Consiglio sia collegati da remoto - è stato il dirigente del servizio Stazione appaltante, Stefano Rossi, che ha illustrato l’evoluzione normativa, l’assetto organizzativo e i risultati raggiunti dalla struttura a dieci anni dalla sua istituzione.
Nel suo intervento, Rossi ha ripercorso le tappe che hanno portato alla costituzione della Stazione unica appaltante tra il 2015 e il 2016, in attuazione delle disposizioni nazionali volte a promuovere l’utilizzo delle centrali di committenza per la gestione delle gare pubbliche.
Un percorso che, negli anni, si è progressivamente consolidato e ampliato, anche alla luce delle successive evoluzioni normative. In particolare, il dirigente ha richiamato il ruolo delle misure legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che hanno inciso profondamente sull’organizzazione delle procedure, e l’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici nel 2023. Quest’ultimo ha introdotto il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, imponendo requisiti più stringenti e determinando, di fatto, per molti enti locali la necessità di affidarsi a soggetti qualificati per la gestione delle gare.
“La Provincia di Perugia - ha spiegato Rossi - ha approvato uno schema convenzionale sin dal 2015, aggiornato nel tempo alle modifiche normative e oggi allineato al modello Upi nazionale. La Sua provinciale svolge per conto dei Comuni e degli enti aderenti tutte le procedure di gara per lavori, servizi e forniture quando l'ente non può o non intende procedere autonomamente”.
Un modello che consente agli enti aderenti di esternalizzare le procedure più complesse, garantendo al contempo standard elevati di qualità amministrativa e conformità normativa. La Stazione unica appaltante opera infatti come struttura di supporto tecnico-amministrativo, affiancando i Comuni lungo tutte le fasi del procedimento.
L’attività della Sua.Pg copre l’intero ciclo delle gare pubbliche. Si parte dalla programmazione dei fabbisogni e dalla predisposizione degli atti di gara, per arrivare alla gestione delle procedure e alla proposta di aggiudicazione.
A questo si aggiungono i controlli sui requisiti degli operatori economici e il supporto agli enti anche nelle eventuali fasi di contenzioso. Un insieme di funzioni che rende la Stazione unica appaltante un presidio fondamentale per garantire trasparenza, correttezza e uniformità nelle procedure.
Sono attualmente 32 i Comuni della provincia di Perugia convenzionati con la Sua.Pg, un dato che testimonia la diffusione del servizio sul territorio e la fiducia degli enti locali.
“Nel triennio 2023-2025 - ha aggiunto Rossi - sono state gestite oltre 150 procedure di gara per un valore complessivo superiore a 180 milioni di euro”. Numeri che evidenziano una crescita significativa sia in termini quantitativi sia sotto il profilo economico, confermando il ruolo sempre più centrale della Stazione unica appaltante nel sistema degli appalti provinciali.
Oltre ai risultati, il dirigente ha evidenziato anche alcune criticità legate all’organizzazione del servizio. La Sua.Pg opera oggi a supporto di oltre la metà dei Comuni del territorio, con un carico di lavoro in costante aumento. Un incremento che si accompagna a una crescente complessità delle procedure, determinata dall’evoluzione normativa e dalle esigenze operative degli enti locali, ma che deve fare i conti con una riduzione dell’organico disponibile.
Un elemento che impone una gestione sempre più attenta delle priorità e una programmazione accurata delle attività, al fine di garantire tempi certi e qualità delle procedure.
Un ruolo centrale, in questo contesto, è svolto dalla programmazione, organizzata secondo criteri di priorità ben definiti. Particolare attenzione viene riservata ai piccoli Comuni, che hanno precedenza nell’accesso ai servizi della Stazione unica appaltante.
Si tratta di una scelta che risponde a una logica di equità e di supporto ai territori meno strutturati, spesso privi delle risorse necessarie per affrontare in autonomia procedure complesse e altamente tecniche.
A dieci anni dalla sua istituzione, la Stazione unica appaltante della Provincia di Perugia si conferma come un elemento chiave nell’architettura amministrativa locale. Non solo un ufficio tecnico, ma una struttura capace di accompagnare gli enti nella gestione delle gare pubbliche, assicurando competenze, uniformità procedurale e rispetto delle normative.
L’Assemblea dei sindaci ha rappresentato, in questo senso, un momento di confronto e di aggiornamento, ma anche l’occasione per ribadire il valore di un servizio destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni, in linea con le trasformazioni del sistema degli appalti pubblici.
Un’evoluzione che richiederà investimenti, organizzazione e capacità di adattamento, ma che conferma già oggi la centralità della Sua.Pg come leva operativa per l’efficienza e la qualità dell’azione amministrativa sul territorio provinciale.