31 Jan, 2026 - 18:50

Anno giudiziario 2026 in Umbria, allarme su carenza di personale e violenza minorile: al via la nuova cittadella della giustizia

Anno giudiziario 2026 in Umbria, allarme su carenza di personale e violenza minorile: al via la nuova cittadella della giustizia

Nell’aula Goretti della Corte d’appello di Perugia si è aperto ufficialmente l’anno giudiziario 2026 del distretto umbro, in un clima segnato da analisi puntuali sullo stato della giustizia e da richiami netti alle criticità strutturali del sistema. Al centro della mattinata, le relazioni sull’andamento degli uffici giudiziari e le prospettive organizzative, mentre la presenza compatta delle istituzioni ha conferito alla cerimonia il peso delle occasioni che fotografano, senza filtri, la salute di un territorio.

Tra le autorità intervenute, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il sottosegretario Emanuele Prisco, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e i parlamentari Walter Verini, Emma Pavanelli e Raffaele Nevi, insieme ai vertici della magistratura e ai rappresentanti delle professioni.

Organici ridotti e risorse limitate: la fotografia del sistema giudiziario umbro tra emergenze operative e necessità di investimenti

A tracciare il quadro è stato il presidente della Corte d’Appello di Perugia, Giorgio Barbuto, che ha indicato con chiarezza i nodi ancora irrisolti.

“La carenza di organico, sia dei magistrati sia del personale amministrativo, rappresenta oggi uno dei principali fattori di criticità per il funzionamento degli uffici giudiziari del distretto di Perugia”, ha affermato, richiamando una difficoltà che incide direttamente sui tempi della giustizia e sulla capacità degli uffici di reggere il carico di lavoro.

Il presidente ha quindi ampliato la riflessione, collegando il tema delle riforme alla necessità di risorse concrete: “La giustizia, oltre alle riforme, ha bisogno di essere amministrata e quindi finanziata per riuscire a fronteggiare esigenze ordinarie e straordinarie”.

Un passaggio che restituisce il senso di una stagione in cui l’efficienza non può essere affidata soltanto agli interventi normativi, ma richiede una struttura amministrativa adeguata e stabile.

Nuova cittadella giudiziaria, cantieri al via dalla primavera: investimenti per decine di milioni e un cronoprogramma pluriennale

Sul fronte infrastrutturale, Barbuto ha annunciato un passaggio atteso da anni: “Entriamo nella fase operativa della nuova cittadella giudiziaria: i primi lavori partiranno entro la primavera”.

Dopo una riunione con i vertici degli uffici e i responsabili del progetto, sono emerse “notizie aggiornate e puntuali sullo sviluppo della nuova cittadella giudiziaria”, a partire dalla prima tranche di interventi.

È stato infatti aggiudicato l’appalto integrato relativo al carcere femminile, l’ex monastero che diventerà sede della Procura distrettuale. “La chiusura del progetto esecutivo e la relativa verifica sono previste tra la fine di aprile e la prima metà di maggio 2026 - ha spiegato Barbuto - e i lavori partiranno immediatamente dopo”. L’intervento, interamente finanziato, prevede una durata contrattuale di 740 giorni per un importo complessivo di 14.649.000 euro.

Per il Padiglione Paradiso, futura sede del Tribunale civile, il progetto è stato approvato dal Comitato tecnico amministrativo il 18 novembre 2025. La progettazione integrativa e la verifica si concluderanno tra aprile e maggio 2026, mentre la gara e la stipula del contratto sono attese tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. I lavori dureranno circa tre anni, con conclusione prevista a dicembre 2029. L’investimento è significativo: circa 23,5 milioni per i lavori e quasi 35 milioni complessivi, anche in questo caso interamente finanziati.

Più articolato, invece, il percorso della terza tranche, quella relativa al carcere maschile, destinato a ospitare il Tribunale penale, il Tribunale di Sorveglianza e il Giudice di Pace. “Si è resa necessaria una nuova progettazione, dopo che la precedente aveva ricevuto numerosi rilievi”, ha spiegato Barbuto. Le indagini integrative, affidate a professionisti esterni e in particolare di natura strutturale, si concluderanno entro marzo 2026.

Il finanziamento complessivo dell’opera è stimato in circa 100 milioni di euro, ma non risulta ancora totalmente coperto: “Ad oggi sono disponibili solo 2-4 milioni di euro per la progettazione e le indagini, mentre 96-97 milioni sono stati inseriti in un capitolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con copertura di cassa prevista a decorrere dal 2027”. In questo scenario, la gara potrebbe partire proprio nel 2027.

Violenza giovanile e uso delle armi, l’allarme del procuratore generale: “Serve una risposta educativa e sociale”

Accanto ai temi organizzativi, la cerimonia ha acceso i riflettori su una dinamica che preoccupa il territorio: l’aumento degli episodi di violenza tra minorenni.

Il procuratore generale Sergio Sottani ha parlato di un fenomeno sempre più radicato: “La violenza sembra ormai una modalità comunemente praticata di comunicazione giovanile e si manifesta col bullismo on line, risse di strada, aggressioni verbali e fisiche”.

Nel suo intervento ha richiamato gli “esiti tragici” di alcuni episodi, citando “il caso dell’omicidio di un ventitreenne, avvenuto nell’ottobre scorso nel parcheggio di una facoltà dell’ateneo perugino”.

Da qui l’invito a rafforzare le azioni preventive: “È fondamentale promuovere percorsi educativi e di supporto psicologico, anche per far comprendere le opportunità ma anche i pericoli del web, drammaticamente testimoniati dall’episodio del suicidio di un diciannovenne, avvenuto a Perugia un anno fa”.

La Procura generale ha inoltre avviato, insieme all’Università locale, un progetto di studio sui procedimenti penali che coinvolgono minorenni, con l’obiettivo di analizzarne dinamiche criminali, contesti sociali e motivazioni.

Proietti: “L’efficienza della giustizia è un presidio di legalità e coesione sociale”

A margine della cerimonia, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha sottolineato il valore istituzionale dell’appuntamento: “L’inaugurazione dell’anno giudiziario è un momento di verità: qui si misura la capacità delle istituzioni di garantire diritti, tempi certi e fiducia nello Stato”.

La governatrice ha poi rimarcato l’impatto concreto delle criticità segnalate: “La carenza di organico e le criticità organizzative non sono numeri astratti, ma incidono sulla vita delle persone, delle imprese, delle comunità”.

Da parte della Regione è stata ribadita la disponibilità alla collaborazione istituzionale: “Come Regione Umbria ribadiamo la disponibilità a fare la nostra parte nella leale collaborazione, perché l’efficienza della giustizia è un presidio di legalità e coesione sociale. Servono investimenti stabili su personale, strutture e innovazione, in modo coerente con gli obiettivi del Pnrr, ma soprattutto con il bisogno quotidiano di giustizia dei cittadini”.

Infine, un passaggio che sintetizza la posta in gioco: “Chiediamo che il distretto umbro sia messo nelle condizioni di lavorare con continuità e strumenti adeguati: rafforzare gli uffici significa rafforzare la sicurezza, la tutela delle vittime e la fiducia nelle istituzioni”.

L’inaugurazione dell’anno giudiziario consegna così un’immagine duplice: da un lato le fragilità di un sistema che chiede personale e risorse, dall’altro un piano infrastrutturale destinato a ridisegnare la geografia della giustizia regionale. In mezzo, la consapevolezza che tempi certi e strutture efficienti non rappresentano soltanto un obiettivo amministrativo, ma uno degli indicatori più tangibili della qualità democratica di un territorio.

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Federico Zacaglioni
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