Autopsia decisiva per chiarire la morte di Andrea Fiorelli. L’ex maresciallo della Guardia di Finanza, 59 anni, è stato trovato venerdì sera senza vita nella sua auto nel garage di casa, a Strada di Prisciano, alla periferia di Terni. Una profonda ferita al collo e una motosega accanto al corpo hanno aperto un giallo su cui gli inquirenti cercano risposte: gesto volontario o atto di violenza? L’esame medico-legale previsto nei prossimi giorni dovrà stabilirlo.
L’autopsia sulla salma, trasferita all’Istituto di medicina legale dell’ospedale di Perugia, è stata disposta dalla Procura di Terni per fare luce sulle cause della morte. Gli esami autoptici – affidati a un pool di medici legali – dovrebbero tenersi a breve (conferimento dell’incarico previsto per mercoledì) e saranno decisivi per stabilire l’esatta dinamica del decesso. Nel frattempo i carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri, hanno avviato un’articolata indagine senza escludere alcuna ipotesi.
A trovare il corpo senza vita è stato il padre novantaquattrenne della vittima, Ottorino Fiorelli, che vive al piano superiore della stessa abitazione. Poco dopo le 20 di venerdì, non vedendo risalire il figlio dopo averlo sentito rientrare in garage e temendo gli fosse accaduto un malore, l’anziano si è precipitato a controllare. Si è così trovato di fronte a una scena agghiacciante: Andrea era riverso sul sedile di guida della sua station wagon, in una pozza di sangue, con una gravissima ferita alla gola. Sconvolto, il padre ha dato immediatamente l’allarme chiamando il 112.
Nel giro di pochi minuti la villetta di Strada di Prisciano è stata raggiunta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Terni e dal medico legale di turno, che hanno avviato i primi rilievi sulla scena. Fin da subito sul posto hanno operato anche gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche (RIS) dell’Arma, che hanno effettuato sopralluoghi e raccolto evidenze fino a tarda notte. La motosega trovata accanto al cadavere, spenta e sporca di sangue, è stata sequestrata e sarà analizzata in laboratorio per verificare la presenza di impronte o altre tracce utili. L’intero garage e il resto dell’abitazione sono stati posti sotto sequestro per consentire accertamenti approfonditi senza rischio di contaminazioni.
Sin dalle prime fasi dell’indagine sono state vagliate due ipotesi: quella di un gesto estremo (suicidio) e quella di un omicidio. Gli inquirenti al momento non escludono ufficialmente alcuna pista, ma con il passare delle ore la tesi del suicidio appare sempre meno plausibile, mentre prende forza lo scenario di una morte per mano altrui. Appare infatti improbabile che Fiorelli possa essersi inferto da solo una ferita così profonda utilizzando una motosega. Per questo la Procura di Terni ha aperto un fascicolo d’indagine ipotizzando il reato di omicidio, in attesa di riscontri oggettivi dagli esami medico-legali e scientifici.
Sarà proprio l’autopsia a fornire gli elementi decisivi per chiarire la dinamica dei fatti. L’incarico ai medici legali verrà conferito mercoledì e l’esame autoptico dovrebbe svolgersi lo stesso giorno o, al più tardi, entro quello successivo. Gli esperti cercheranno di stabilire l’ora esatta e la causa della morte, verificando se la ferita al collo sia compatibile con un atto autoinflitto oppure riconducibile all’azione di un aggressore.
Le indagini stanno passando al setaccio anche il contesto familiare della vittima. Andrea Fiorelli viveva nella villetta di Prisciano insieme alla moglie, al figlio di 24 anni e all’anziano padre; un’altra figlia adulta risiede altrove. Da quanto emerge, il clima in casa non era dei più tranquilli: secondo varie testimonianze raccolte dagli investigatori, fra Fiorelli e il figlio avvenivano frequenti litigi, talvolta così accesi da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Voci di quartiere riferiscono di contrasti familiari che andavano avanti da tempo, e addirittura di dissidi nati per futili motivi come il volume troppo alto dell’autoradio o la guida spericolata del giovane.
Chi conosceva Andrea lo descrive come un uomo mite e riservato, estraneo a gravi conflitti personali. Era maresciallo capo in Guardia di Finanza fino al 2018, quando era andato in pensione anticipata per motivi di salute. Il ritratto di una vita apparentemente normale rende ancora più sconcertante la violenza con cui l’ex finanziere è morto.
Nella giornata di lunedì i carabinieri del RIS sono tornati sulla scena del delitto per proseguire gli accertamenti tecnico-scientifici. Per ore gli specialisti hanno ispezionato palmo a palmo il garage e l’intera abitazione, alla ricerca di tracce biologiche, impronte digitali e qualsiasi indizio utile a ricostruire con esattezza l’accaduto. Oltre all’arma del delitto presunta, sono stati repertati e sequestrati altri oggetti ritenuti rilevanti, compresi il telefono cellulare della vittima e alcuni dispositivi presenti in casa. Gli inquirenti stanno anche analizzando i tabulati telefonici e le ultime comunicazioni di Fiorelli, per verificare con chi abbia avuto contatti nelle ore immediatamente precedenti la morte.
Non è escluso che il RIS effettui ulteriori sopralluoghi nei prossimi giorni, qualora siano necessari approfondimenti tecnici. Parallelamente, prosegue la raccolta di testimonianze. Nelle scorse ore sono stati nuovamente sentiti amici, conoscenti e parenti della vittima, nel tentativo di far emergere dettagli utili alle indagini.