29 Jan, 2026 - 18:40

Terni, anagrafe via libera agli open day speciali: Bandecchi e Fratelli d’Italia trovano l’accordo

Terni, anagrafe via libera agli open day speciali: Bandecchi e Fratelli d’Italia trovano l’accordo

Un’insolita convergenza, dopo una prima battaglia in tribunale, segna il via libera di Stefano Bandecchi a un atto di indirizzo del consigliere di FdI Marco Cecconi sul destino dell’anagrafe di Terni. Il consiglio comunale ha approvato, infatti, l’atto di indirizzo che impegna l’amministrazione a ripristinare l’apertura dell’ufficio al pubblico oltre gli attuali orari, una misura a lungo richiesta dai cittadini e finora arenata. Stefano Bandecchi, sindaco della città, non solo recepisce la spinta ma alza la posta: promette open day straordinari per smaltire gli arretrati e non esclude di esternalizzare il rilascio delle carte d’identità. Una tregua politica, almeno sul fronte dei servizi, nata dalla necessità di sanare una “carenza sistematica di personale” che il primo cittadino attribuisce, con parole dure, anche ai permessi per la legge 104.

Il testo di Cecconi e la richiesta: riaprire quella porta chiusa il sabato

L’atto, presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Marco Cecconi insieme ai colleghi Pastura (FdI) e Fabrizi (gruppo Misto), parte da un dato di fatto semplice ma pesante per chi lavora o studia fuori sede. Fino a qualche anno fa, ricordano i firmatari, l’anagrafe rimaneva aperta anche il sabato, con chiusure limitate al solo periodo estivo. Oggi non è più così. “Un cittadino che si trovasse fuori città per motivi di lavoro e che ritornasse solo il sabato, uno studente o chi avesse necessità di ottenere la carta d’identità elettronica per motivi urgenti, non potrebbe usufruire dei servizi”, si legge nel documento.

Cecconi, in aula, ha sottolineato il paradosso creato proprio dal passaggio al documento elettronico: “Una serie di operazioni che vanno fatte in presenza, dalla presa dell’appuntamento alla rilevazione delle impronte digitali”, rendendo la chiusura del sabato un vero e proprio taglio al diritto di chi ha meno flessibilità.

La replica del sindaco: “Con 600 dipendenti, ogni giorno ne abbiamo 450”

La risposta di Stefano Bandecchi ha scavato a fondo nel problema che, a suo dire, è alla radice di tutto: la gestione del personale. Numeri alla mano, il sindaco ha dipinto un quadro critico dell’organico comunale. “Questo comune ha 600 dipendenti, ogni giorno ne può contare statisticamente su 450”, ha affermato, elencando i fattori che erodono la forza lavoro: permessi 104, malattie, ferie. Le sue parole più dure hanno riguardato proprio la normativa a tutela dei familiari di disabili: “Abbiamo 30 dipendenti in meno tutti i mesi. Questo deriva dall’applicazione della legge 104 che prevede tre giorni per ogni dipendente: in dieci fanno 30 giorni, è come avere un dipendente e mezzo in meno in un mese”. Una visione che prelude a una riorganizzazione drastica: Ho chiesto di riorganizzare questo Comune basandosi su 380 persone, 400 massimo, ha dichiarato, prevedendo un futuro con non più di 280 dipendenti, attraverso un ricambio generazionale che non prevede nuove assunzioni.

Open day e un possibile appalto: le soluzioni per l’emergenza documenti

Proprio dentro questo quadro di razionalizzazione stringente, Bandecchi ha annunciato le contromisure per l’anagrafe. La prima è l’organizzazione di open day straordinari dedicati allo smaltimento delle pratiche arretrate e ai rinnovi in scadenza. La seconda è una potenziale svolta: l’esternalizzazione di parte del servizio“Nessuno proibirà a questo comune di dare in appalto a terzi la produzione di carte d’identità, facendo lavorare quindi terzi sia il sabato che la domenica”, ha spiegato il sindaco. Una strada che, a suo dire, consentirebbe di garantire il servizio senza aggravare la struttura interna e i conti dell’ente, che Bandecchi tiene a definire “oculati” e privi di margine per tagli delle tasse.

Il dibattito e un voto che unisce (quasi) tutti

Nel dibattito, il consigliere Ferranti ha definito l’anagrafe un “servizio essenziale”, al livello di quelli che restavano aperti durante il Covid, sollecitando una verifica comparata con gli organici di altri comuni di dimensioni simili. La dichiarazione di voto del capogruppo Pd Pierluigi Spinelli ha motivato l’astensione del suo gruppo: “Il sindaco ha detto che ci saranno degli open day. Il problema è sotto gli occhi di tutti e va risolto: a me sta bene l’open day, per questo ci asterremo”.

Una posizione che ha spinto Marco Cecconi a precisare, in replica, lo spirito dell’atto: “Che sia scritto sabato o che si facciano open day, l’importante è che l’amministrazione recepisca e si metta in movimento per garantire un servizio migliore”.

Alla fine, l’aula ha approvato l’atto di indirizzo con 23 voti favorevoli, 5 astenuti e 5 assenti. Un segnale politico chiaro: a Terni, sulla necessità di rendere l’anagrafe più accessibile, si è trovato un ampio accordo. Ora la palla passa alla macchina amministrativa, chiamata a tradurre in fatti un impegno nato da un’inattesa, anche se probabilmente temporanea, pace tra fronti opposti.

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Federico Zacaglioni
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