Pensavano probabilmente di aver già lasciato alle spalle il colpo appena messo a segno. Invece il loro viaggio si è interrotto lungo una delle principali arterie del territorio amerino, dove una pattuglia dei Carabinieri li ha fermati per un controllo che si sarebbe rivelato decisivo. Nel giro di poche ore, infatti, i militari sono riusciti a risalire a una truffa consumata poco prima ai danni di due donne residenti nella zona di Fornole, recuperando tutti i preziosi sottratti e arrestando tre uomini ritenuti responsabili del raggiro.
L’operazione è stata condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Amelia, impegnati in uno dei consueti servizi di prevenzione e controllo del territorio. Un’attività che, questa volta, ha permesso di bloccare sul nascere la fuga dei sospettati e di restituire alle vittime la speranza di recuperare i propri beni.
I fatti si sono sviluppati nel primo pomeriggio, quando una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile ha deciso di procedere al controllo di una berlina in transito lungo la Strada Regionale 205, nel territorio comunale di Amelia.
A bordo si trovavano tre uomini. Durante le verifiche, alcuni elementi hanno immediatamente attirato l’attenzione dei militari. Le spiegazioni fornite riguardo alla loro presenza nella zona sono apparse poco convincenti e non avrebbero chiarito in maniera soddisfacente gli spostamenti effettuati nelle ore precedenti. Nel frattempo, alla centrale operativa dell’Arma stavano arrivando informazioni relative ad alcuni tentativi di truffa segnalati nel comprensorio amerino. Circostanze che hanno spinto i Carabinieri a non limitarsi a un semplice controllo documentale e ad approfondire la situazione. La successiva perquisizione dell’autovettura ha fornito una risposta ai dubbi degli investigatori.
All’interno dell’abitacolo è stata infatti trovata una busta contenente numerosi oggetti preziosi. Si trattava di monili in oro per un peso complessivo vicino ai 200 grammi, tra collane, bracciali e altri gioielli, per un valore stimato di circa 3 mila euro.
Un rinvenimento che ha immediatamente indirizzato le indagini verso la possibile provenienza della refurtiva.
Gli accertamenti svolti nell’immediatezza hanno consentito di ricostruire quanto sarebbe accaduto poco prima nel territorio amerino. Secondo quanto emerso, i gioielli rinvenuti nell’auto sarebbero stati ottenuti attraverso una delle tecniche di raggiro più diffuse negli ultimi anni. Le vittime, due donne residenti nella frazione di Fornole, sarebbero state contattate da persone che si sarebbero presentate come appartenenti alle forze dell’ordine. In particolare, secondo la ricostruzione investigativa, uno degli autori avrebbe assunto il ruolo di falso finanziere, sfruttando la credibilità della divisa per conquistare la fiducia delle donne.
Un meccanismo ormai noto agli investigatori e purtroppo sempre efficace quando prende di mira persone anziane o particolarmente vulnerabili. I truffatori simulano situazioni urgenti, prospettano problemi giudiziari o familiari e convincono le vittime a consegnare denaro, gioielli o altri beni di valore. In questo caso il raggiro avrebbe avuto una durata molto breve. Grazie all’attività svolta dai Carabinieri, infatti, il materiale sottratto è stato individuato quasi subito.
Le due donne sono state successivamente rintracciate e invitate a visionare gli oggetti recuperati. Il riconoscimento è stato immediato. Tutti i gioielli trovati nell’automobile sono stati identificati come quelli consegnati poco prima ai presunti truffatori. Dopo la formalizzazione della denuncia, la refurtiva è stata sottoposta a sequestro in attesa delle procedure necessarie alla restituzione alle legittime proprietarie.
Gli elementi raccolti nel corso delle verifiche hanno portato all’arresto in flagranza dei tre uomini, ritenuti coinvolti nella vicenda.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Terni, gli indagati sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Terni, dove sono rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria in vista dell’udienza di convalida. La mattina successiva il giudice ha esaminato il quadro investigativo emerso dall’attività dei Carabinieri e ha disposto la convalida degli arresti.
Contestualmente è stata applicata nei confronti dei tre indagati la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Terni, provvedimento che impedisce loro di soggiornare nel territorio provinciale. Non solo. Per tutti e tre è stato adottato anche un ulteriore provvedimento di prevenzione. Il Questore di Terni ha infatti emesso il foglio di via obbligatorio, accompagnato dal divieto di ritorno nel Comune di Amelia per i prossimi tre anni. Si tratta di una misura che viene utilizzata per allontanare da un determinato territorio persone ritenute potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica.