Forse è proprio qui che inizia la vera Festa dei Ceri. Non tra la folla delle grandi occasioni, ma in un luogo dove il significato più profondo della tradizione si manifesta con semplicità e verità.
Questa mattina, al Centro Accoglienza “Aldo Moro”, si è rinnovata una delle pagine più autentiche e toccanti del Maggio Eugubino: l’“Alzatella” vissuta dai ragazzi e dalle ragazze del centro.
Un momento che va oltre la celebrazione e diventa esperienza di comunità, dove ogni gesto acquista valore e ogni partecipante diventa protagonista.

Non spettatori, ma attori. I ragazzi del Centro hanno vissuto la Festa dei Ceri in prima persona, assumendo ruoli simbolici ma profondamente significativi. Capodieci, capitani, capocetta, persino “sindaci per un giorno”: ognuno ha trovato il proprio spazio, entrando con entusiasmo nel cuore della tradizione.
Accanto a loro, la presenza del sindaco Vittorio Fiorucci e dei Capodieci del 15 maggio ha rafforzato il senso di appartenenza e di continuità tra la festa ufficiale e quella vissuta in questo contesto speciale.
Non si è trattato di una rappresentazione, ma di una partecipazione reale e sentita, capace di trasmettere emozioni autentiche.
In questa “Alzatella” si sono resi visibili i valori più profondi della Festa dei Ceri. Solidarietà, inclusione, fraternità non sono rimasti parole, ma si sono trasformati in gesti concreti, in sorrisi, in abbracci.
La Festa, in questo contesto, ha mostrato il suo volto più vero: quello di una comunità che si riconosce unita, che abbatte le barriere e che accoglie ogni persona senza distinzioni.
Negli occhi dei partecipanti si leggeva chiaramente ciò che spesso si dimentica: che la Festa dei Ceri non è solo tradizione, ma un’esperienza collettiva che unisce e dà senso al vivere insieme.
La mattinata si è sviluppata seguendo i momenti simbolici della festa. Dopo il ritrovo presso il C.S.R.E. Centro Accoglienza Aldo Moro, la sfilata ha attraversato gli spazi del centro tra colori, entusiasmo e partecipazione.
L’Alzata dei Ceri, cuore della celebrazione, è stata vissuta con intensità e coinvolgimento, trasformandosi in un momento di forte impatto emotivo per tutti i presenti. Non solo per gli ospiti e gli operatori, ma anche per i cittadini che hanno condiviso questa esperienza.
Il tutto si è concluso con un momento conviviale, semplice ma significativo, che ha rafforzato ulteriormente il senso di comunità.
Dietro a una giornata così ricca di significato c’è il lavoro silenzioso e costante di molte persone. Educatori, operatori, volontari e organizzatori contribuiscono ogni anno a rendere possibile questo evento, curando ogni dettaglio e accompagnando i ragazzi in un percorso di partecipazione autentica.
A loro va un ringraziamento speciale, perché sono loro a costruire, giorno dopo giorno, le condizioni affinché la Festa dei Ceri possa essere vissuta da tutti, senza esclusioni.

L’“Alzatella” del Centro Aldo Moro non è solo un evento locale, ma una lezione per tutta la comunità eugubina. Ricorda che la Festa dei Ceri non può ridursi a un momento spettacolare, ma deve mantenere viva la sua dimensione umana e sociale.
In un tempo in cui spesso prevalgono individualismo e distanze, questa esperienza dimostra che è possibile costruire spazi di condivisione autentica, dove ogni persona trova il proprio posto.
Ciò che resta, al termine della mattinata, è un’immagine forte: quella di una festa vissuta con sincerità, lontana da ogni formalismo, capace di emozionare davvero.
Negli sguardi, nei sorrisi e negli abbracci c’era il cuore più puro della Festa dei Ceri. Un cuore che batte nella semplicità dei gesti, nella gioia di stare insieme, nella forza di una comunità che non lascia indietro nessuno.
E forse è proprio da qui che la Festa dovrebbe sempre ripartire.