Un plafond da 122 milioni di euro, l’avvio di un dialogo strutturale con Umbria Fiere e l’ambizione dichiarata di diventare un ingranaggio permanente della filiera fieristica e agroalimentare umbra. Sono i tre assi su cui si è incardinata l’apertura della 58ª edizione di Agricollina, questa mattina al Centro Fiere “Don Serafini” di Montecastrilli, davanti al Prefetto di Terni Antonietta Orlando, all’assessore regionale Simona Meloni, al vicepresidente della Provincia Francesco Maria Ferranti e a una platea di sindaci, consiglieri regionali e forze dell’ordine.
Nel vivo della cerimonia, il sindaco Riccardo Aquilini ha rivendicato il ruolo della manifestazione come moltiplicatore di presenze e indotto per il territorio, mentre l’assessore Meloni ha agganciato la fiera al Complemento di sviluppo rurale e ai suoi 122 milioni, definendoli la leva finanziaria per investimenti, ricambio generazionale e filiere. Decisiva la partita aperta con il presidente di Umbria Fiere, Antonio Forini, che ha indicato nella sinergia con Montecastrilli un ampliamento del raggio d’azione del polo fieristico regionale, oggi al centro di un piano di rilancio strutturale. In un’Umbria dove il turismo esperienziale intercetta fino a un terzo dei visitatori interessati all’agroalimentare, Agricollina si candida a piattaforma economica per zootecnia, meccanizzazione agricola e trasformazione di qualità.
“Speriamo che questa edizione possa battere i record di presenze sia di espositori che di visitatori che registriamo tutti gli anni”, ha dichiarato Aquilini subito dopo il taglio del nastro. “Stiamo crescendo e c’è di importante la costruzione di un rapporto con Umbria Fiere con l’obiettivo di sviluppare ancora di più Agricollina grazie al rapporto con Umbria Fiere che stiamo costruendo insieme e alla sensibilità del presidente Antonio Forini che ringrazio per la presenza”.

Il presidente Forini, ringraziato pubblicamente dal sindaco, ha poi messo a fuoco la visione: “L’aspirazione di Umbria Fiere è ampliare il suo raggio d’azione come veicolo per le aziende e le manifestazioni umbre. Guardiamo con interesse ad Agricollina – ha osservato – che rappresenta una realtà importante con la quale stiamo costruendo un rapporto duraturo”. La prospettiva, condivisa da entrambi, è che la fiera di Montecastrilli possa entrare nel circuito del polo fieristico regionale, il cui rilancio infrastrutturale è già in fase di progettazione. L’innesto garantirebbe alla manifestazione una platea più ampia e alle imprese del comparto un palcoscenico stabile oltre i confini locali.

Nel suo intervento, l’assessore Meloni ha fornito i numeri dell’impegno regionale. “La Regione è al fianco degli allevatori e degli agricoltori in un binomio sempre più stringente fra turismo e agricoltura”, ha affermato, ricordando che il 20-30 per cento dei turisti che arrivano in Umbria cerca un’esperienza nel settore agroalimentare. “Noi come Regione – ha aggiunto – stiamo cercando di sostenere il settore anche con i 122 milioni del complemento di sviluppo rurale. In un momento complicato e difficile le istituzioni sono al fianco degli imprenditori per arginare lo spopolamento ma soprattutto per sostenere chi è in difficoltà anche con gli strumenti finanziari giusti”. Il complemento, ha spiegato, è disegnato per favorire l’accesso dei giovani, consolidare le filiere e accompagnare investimenti in macchinari e trasformazione di qualità, esattamente i tre assi su cui la fiera si propone come vetrina commerciale.
La presenza del Prefetto Antonietta Orlando, del vicepresidente Francesco Maria Ferranti e di numerosi consiglieri regionali ha conferito alla cerimonia un profilo istituzionale che il sindaco Aquilini ha letto come un segnale di attenzione verso le aree interne. “Agricollina è uno strumento per promuovere le eccellenze del territorio e fare sistema con tutti i soggetti per far crescere il settore zootecnico e agroalimentare”, ha concluso. Mentre la fiera entra nel vivo, il messaggio lanciato da Montecastrilli è che la partita per un’agricoltura di qualità si gioca intrecciando risorse pubbliche, reti fieristiche e la capacità di trasformare un evento stagionale in un’infrastruttura permanente per l’economia regionale.
