Nessun volo cancellato all’aeroporto dell’Umbria, nonostante la crisi dei carburanti che in questi giorni sta interessando alcuni scali italiani. Un elemento che, per la presidente della Regione Stefania Proietti, conferma la tenuta operativa dello scalo perugino ma anche la fiducia che le compagnie continuano a riporre nell’infrastruttura umbra, in una fase in cui il comparto aeroportuale nazionale sta facendo i conti con tensioni e possibili ripercussioni sulla programmazione dei collegamenti.
“Fino ad ora l'aeroporto dell'Umbria non ha avuto alcun volo cancellato, segno anche di una fiducia delle compagnie nello scalo” ha affermato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in merito alle ripercussioni legate alla crisi del carburante che si stanno verificando in questi giorni in alcuni scali italiani.
La questione è stata affrontata nel corso della conferenza di fine mandato del presidente di Sase, Antonello Marcucci, ospitata all’interno dell’aeroporto. L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto nel triennio e sui risultati raggiunti da uno scalo che, secondo i vertici regionali e societari, ha consolidato la propria posizione e ampliato il proprio ruolo nel sistema dei trasporti dell’Italia centrale.
Mentre in altri aeroporti italiani la crisi del carburante sta producendo riprogrammazioni e cancellazioni, al momento l’aeroporto dell’Umbria non ha registrato effetti diretti. Nessun volo risulta cancellato e non sarebbero emerse, secondo quanto riferito dalla Regione, criticità operative immediate per i passeggeri. “Fino ad ora non c'è stata alcuna notizia e ci auguriamo che la situazione carburanti vada in miglioramento” ha sottolineato la presidente Proietti, mantenendo prudenza sul possibile evolversi del quadro nazionale.
La conferenza di fine mandato ha offerto anche la possibilità di ripercorrere l’attività svolta da Sase nell’ultimo triennio. Antonello Marcucci ha tracciato un quadro definito positivo, rivendicando il lavoro compiuto per rafforzare la solidità dell’aeroporto e porre basi più stabili per il futuro. “Abbiamo operato per riportare l'aeroporto su basi più solide”, ha spiegato Marcucci, sintetizzando la strategia seguita negli ultimi anni.
I numeri confermano una fase di crescita significativa. Nel confronto con il 2022, i passeggeri sono aumentati del 68%. Nel solo 2025 lo scalo ha raggiunto quota 620.400 viaggiatori, un risultato record che segna un passaggio importante per una struttura che punta a diventare sempre più centrale nei collegamenti con il resto d’Italia e con l’estero.
Il dato sui passeggeri è stato presentato come uno dei principali indicatori del rafforzamento dell’aeroporto. Un incremento di queste dimensioni, in una fase ancora segnata da forte competizione tra scali minori e medi, viene letto come il segnale di una domanda crescente e di una capacità del territorio di sostenere un’infrastruttura più ambiziosa.
L’obiettivo dichiarato è quello di continuare a far crescere il traffico, ampliando il numero delle rotte e consolidando quelle esistenti. Tra le direttrici indicate figurano nuove connessioni con la Spagna, oltre alla volontà di dare continuità territoriale e maggiore stabilità al servizio offerto ai passeggeri umbri.
Nel corso del suo intervento, la presidente Proietti ha rilanciato un importante obiettivo per il futuro dello scalo: arrivare al milione di passeggeri. “L'ambizione è 1 milione di passeggeri”, ha detto, indicando una soglia che rappresenta non soltanto un traguardo quantitativo ma anche un salto di scala per l’aeroporto umbro.
Un obiettivo ambizioso, che nelle intenzioni della Regione dovrà poggiare su nuove rotte, su una migliore organizzazione interna e su un rafforzamento della struttura gestionale, in modo da accompagnare una crescita che non sia episodica ma strutturale.
Tra i temi affrontati dalla presidente della Regione c’è anche quello della gestione del personale e dell’organizzazione interna. Proietti ha infatti anticipato al nuovo consiglio di amministrazione una linea precisa: rafforzare le competenze interne e limitare, laddove possibile, il ricorso alle esternalizzazioni. La richiesta è quella di “dove possibile meno esternalizzazione e più investimento in personale proprio”.
Un indirizzo che mira a rendere lo scalo più solido sul piano organizzativo e più autonomo nella gestione delle attività quotidiane e dello sviluppo futuro. La questione si lega direttamente alla capacità dell’aeroporto di reggere una crescita dei passeggeri e un ampliamento della programmazione, senza dipendere in misura eccessiva da strutture esterne.