29 Aug, 2026 - 14:30

Adduttrice Scirca, seconda rottura in 13 giorni: nuovo guasto a Biscina, tecnici al lavoro

Adduttrice Scirca, seconda rottura in 13 giorni: nuovo guasto a Biscina, tecnici al lavoro

Due rotture in appena tredici giorni lungo la stessa importante infrastruttura idrica. Dopo il guasto del 16 agosto a Castello di Colmollaro, l’adduttrice Scirca si è rotta nuovamente oggi, 29 agosto, questa volta in località Biscina, nel Comune di Gubbio.

Umbra Acque ha immediatamente avviato la riparazione e attivato manovre sulla rete e autobotti per contenere i disagi. Ma la ravvicinata successione dei due episodi pone inevitabilmente una domanda: siamo di fronte a due guasti indipendenti oppure è necessario verificare più complessivamente lo stato della condotta?

L'adduttrice Scirca non è una tubazione secondaria. Dall'omonima sorgente contribuisce infatti ad alimentare numerosi sistemi idrici dell'Alto Chiascio e del Perugino, rendendo particolarmente delicato qualsiasi problema che interessi la condotta.

Nuova rottura a Biscina, lavori fino al tardo pomeriggio

Secondo quanto comunicato da Umbra Acque, il personale operativo è intervenuto immediatamente dopo la segnalazione del nuovo guasto in località Biscina.

La riparazione dovrebbe proseguire fino al tardo pomeriggio.

Nel frattempo sono state effettuate manovre gestionali sulla rete ed è stato predisposto l'impiego delle autobotti, con l'obiettivo di limitare le conseguenze sull'approvvigionamento.

I disagi dovrebbero concentrarsi principalmente nelle località di Piccione e Fratticciola, nel Comune di Perugia, e Santa Cristina e Petroia, nel territorio comunale di Gubbio.

Una gestione dell'emergenza che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe consentire di circoscrivere gli effetti di un guasto che riguarda però un'infrastruttura molto più estesa.

Il precedente del 16 agosto a Castello di Colmollaro

A rendere particolarmente significativa la notizia è soprattutto la vicinanza temporale con un episodio praticamente analogo.

La mattina del 16 agosto, appena tredici giorni fa, la stessa adduttrice Scirca si era infatti rotta in corrispondenza di un ponte sul torrente Saonda, in località Castello di Colmollaro, sempre nel Comune di Gubbio.

In quell'occasione Umbra Acque aveva spiegato che le condizioni dell'area e la complessità dell'intervento avrebbero potuto richiedere diverse ore di lavoro.

I possibili disagi riguardavano allora Valle dei Fiori, Cappa, Scuderia, Bell'Uguello, San Pietro in Vigneto, Cantignano, Cecchettino e Piccione Alto. Anche in quella circostanza erano state attivate manovre sulla rete e autobotti per garantire, per quanto possibile, la continuità dell'approvvigionamento.

I lavori furono sostanzialmente completati nel tardo pomeriggio dello stesso 16 agosto. Dopo la riparazione fu necessario procedere con le manovre di riapertura e con il progressivo riempimento della condotta, rimasta vuota durante l'intervento.

Due punti diversi della stessa adduttrice

È necessario precisare un elemento importante: le due rotture non risultano avvenute nello stesso punto.

Quella del 16 agosto interessava Castello di Colmollaro e il ponte sul Saonda; quella odierna viene invece localizzata a Biscina.

Non si può quindi parlare, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, della riapertura della precedente falla.

Ed è altrettanto importante evitare conclusioni tecniche premature: due guasti ravvicinati non dimostrano automaticamente un problema strutturale dell'intera adduttrice.

Ma proprio la distanza tra i due punti e la brevità dell'intervallo temporale rendono legittima una richiesta di approfondimento.

Qual è lo stato complessivo della Scirca?

La domanda che emerge non riguarda tanto la capacità di intervenire sulle singole emergenze. In entrambi i casi i tecnici sono entrati rapidamente in azione e sono state predisposte misure per limitare i disservizi.

Il punto è un altro: qual è lo stato complessivo dell'adduttrice Scirca?

Dopo due rotture in tredici giorni sarebbe utile conoscere, per esempio, l'origine tecnica dei due cedimenti, l'età dei tratti interessati e soprattutto se esista oppure sia già programmata una verifica più ampia dell'infrastruttura.

Non per trasformare due guasti in un'emergenza strutturale senza averne gli elementi, ma per comprendere se siamo davanti a una semplice coincidenza oppure a segnali che suggeriscono interventi preventivi.

La differenza è sostanziale. Riparare una condotta quando si rompe è necessario; individuare preventivamente eventuali punti vulnerabili significa invece ridurre il rischio che l'emergenza si ripresenti.

Una condotta strategica per Alto Chiascio e Perugino

È la stessa Umbra Acque a definire la Scirca un'importante infrastruttura del sistema acquedottistico, proprio perché contribuisce all'alimentazione di numerosi sistemi idrici dell'Alto Chiascio e del Perugino.

Questo amplifica inevitabilmente la rilevanza di ciò che accade lungo il suo tracciato.

Una rottura localizzata può infatti produrre conseguenze a chilometri di distanza dal punto nel quale materialmente cede la tubazione. Lo dimostrano anche le località interessate dai due episodi: differenti tra il 16 e il 29 agosto e distribuite tra i territori di Gubbio e Perugia.

Per questo la successione dei guasti merita di essere osservata non soltanto come cronaca di due interventi di manutenzione, ma come questione riguardante l'affidabilità di una rete strategica per una vasta area dell'Umbria.

Riparare oggi, ma anche capire perché

Nell'immediato la priorità resta naturalmente completare la riparazione di Biscina e riportare il sistema alle normali condizioni di esercizio.

Subito dopo, però, sarebbe opportuno chiarire se tra i due episodi esista qualche elemento comune.

16 agosto, Castello di Colmollaro. 29 agosto, Biscina. Stessa adduttrice, due rotture, tredici giorni di distanza.

Non sono elementi sufficienti per formulare una diagnosi, ma lo sono certamente per porre una domanda.

Per una condotta dalla quale dipende l'approvvigionamento di numerosi sistemi idrici dell'Alto Chiascio e del Perugino, conoscere la risposta interessa non soltanto i tecnici, ma migliaia di cittadini che da quella infrastruttura ricevono ogni giorno un servizio essenziale.

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Mario Farneti
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