04 Jan, 2026 - 13:30

Addio a Leonardo Zanchi, il vignaiolo che ha salvato l’anima viticola di Amelia e riportato le uve autoctone al centro della DOC umbra

Addio a Leonardo Zanchi, il vignaiolo che ha salvato l’anima viticola di Amelia e riportato le uve autoctone al centro della DOC umbra

Leonardo Zanchi non c’è più. Se ne va un vignaiolo nel senso più autentico del termine, uno di quelli che la vigna non l’hanno solo coltivata, ma studiata, difesa, restituita a una comunità. Amelia perde un uomo che ha trasformato un patrimonio dimenticato in un progetto culturale e produttivo riconosciuto ben oltre i confini umbri. L’eredità resta, ed è concreta: nei filari, nelle bottiglie, in una DOC che oggi parla anche la sua lingua.

Zanchi ha dedicato la vita alla riscoperta dei vitigni autoctoni delle colline amerine, rendendo Cantine Zanchi un laboratorio enologico unico, capace di coniugare ricerca, agricoltura biologica e apertura al pubblico. Un percorso costruito con pazienza e visione, lontano da mode passeggere, che ha restituito dignità a varietà considerate minori e oggi divenute identitarie.

Dalle radici familiari alla nascita di Cantine Zanchi, un progetto agricolo diventato visione territoriale

La storia affonda le radici negli anni Settanta, quando Licurgo Zanchi, nonno o suocero di Leonardo, acquista una tenuta di circa 30 ettari lungo la via Ortana, tra Amelia e Orte. Vigneti e oliveti che diventeranno, nel tempo, il perimetro di una scommessa agricola controcorrente. È Leonardo Zanchi, insieme alla moglie Annamaria, a raccogliere quell’eredità e a trasformarla in impresa strutturata, dando vita a Cantine Zanchi.

Dal 2010 l’azienda è tra le protagoniste della DOC Amelia, con una scelta netta: agricoltura biologica, basso impatto ambientale e centralità del territorio. Un’impostazione che non guarda solo al prodotto finale, ma all’intero ecosistema rurale. Oggi la terza generazione è rappresentata dalle figlie Flores e Flaviana, impegnate rispettivamente in enologia e comunicazione, a testimonianza di una continuità che non è solo familiare, ma culturale.

La ricerca sui vitigni autoctoni e la tutela della biodiversità viticola dell’Amerino

Il cuore del lavoro di Zanchi è stato lo studio dei cloni locali. Da oltre vent’anni conduceva un’intensa attività di ricerca sui vitigni dell’Amerino: Tostolello, Vaiano, Lacrima, Malvasia Vecchia di Amelia, Ciliegiolo e altre varietà recuperate da vecchie viti, spesso destinate all’abbandono. Non una nostalgia romantica, ma un’operazione scientifica e produttiva.

Zanchi ha creato un vigneto sperimentale per preservare la biodiversità viticola, collaborando con enti umbri e rendendo pubblici i risultati del suo lavoro. Un approccio trasparente che ha contribuito a tutelare il bouquet aromatico unico dei vini amerini, elevando la reputazione regionale e offrendo un modello replicabile di viticoltura identitaria.

I vini simbolo, i premi e il riconoscimento nazionale

Da questa ricerca sono nate etichette diventate riferimento. Sciurio, Amelia Rosso Riserva DOC da Ciliegiolo e Sangiovese, Armané, Amelia Rosso, Carmìno, Flavo, Areia, Arvore e Lu, Aleatico frizzante, raccontano un territorio vulcanico e una precisa idea di vino. Non è un caso se Cantine Zanchi ha raccolto negli anni riconoscimenti continui da guide e concorsi nazionali.

Dai 5 Grappoli Bibenda ai premi Slow Wine, dagli Oscar Berebene del Gambero Rosso ai bollini del Merano Wine Award, fino alle valutazioni di AIS, Touring Club Italiano e Luca Maroni, il palmarès testimonia una qualità costante e mai urlata. Premi che Zanchi ha sempre vissuto come conferme di un metodo, non come traguardi autoreferenziali.

Il cordoglio di Amelia e delle istituzioni, una comunità che riconosce il valore di un custode

La scomparsa di Leonardo Zanchi ha suscitato messaggi sentiti e trasversali. Dalla cantina arriva un saluto che è insieme privato e collettivo: “Oggi la nostra guida ci ha lasciato. Restano il suo esempio e i suoi insegnamenti. La sua lungimiranza, la generosità e il rispetto profondo per le persone e per la sua terra continueranno ad accompagnarci, ogni giorno”.

L’ex sindaca di Amelia e consigliere regionale di Forza Italia Laura Pernazza ha sottolineato il valore umano oltre che imprenditoriale: “Mi unisco al cordoglio di tutta la mia città per la scomparsa di Leonardo Zanchi, un imprenditore che ha dato tanto al nostro territorio e che ho apprezzato per la sua gentilezza e bontà d’animo. Giungano alla sua famiglia le mie più sentite condoglianze”.

Anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Tommaso Agabiti ha ricordato il ruolo svolto da Zanchi: “Con il suo lavoro e la sua passione ha valorizzato Amelia, portando il nome della nostra terra in Italia e nel mondo attraverso i suoi vini. Grazie Leonardo, per l’eredità che lasci alla nostra comunità”. L’Associazione Porchiano Solidale parla di “una grande perdita per Amelia”, sintetizzando il sentimento diffuso.

Tra i messaggi di cordoglio per la scomparsa, quello del sindaco di Stroncone Giuseppe Malvetani e dell'assessore al commercio del Comune di Terni Stefania Renzi.

Leonardo Zanchi lascia un vuoto reale, ma anche una traccia solida. Nei vigneti che ha salvato, nelle bottiglie che raccontano l’Umbria autentica, in una comunità che oggi sa di avere avuto non solo un produttore, ma un custode del proprio terroir. Una figura rara, che ha fatto del vino uno strumento di identità e responsabilità. E che, per questo, continuerà a parlare a lungo.

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Federico Zacaglioni
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