21 Mar, 2026 - 21:30

Acquedotto medievale di Perugia protagonista della rassegna “Acqua, bene comune”: storia, arte e ingegneria al centro del secondo appuntamento

Acquedotto medievale di Perugia protagonista della rassegna “Acqua, bene comune”: storia, arte e ingegneria al centro del secondo appuntamento

Dopo un avvio di grande successo alla Sala dei Notari, la rassegna “Acqua, bene comune” entra nel vivo con il suo secondo appuntamento, confermando l’interesse crescente del pubblico per un tema che unisce storia, arte e attualità.

L’iniziativa, che ha preso il via con la partecipata lezione dello storico Attilio Bartoli Langeli dedicata alla Fontana Maggiore, prosegue venerdì 27 marzo 2026 alle ore 17 presso l’Archivio di Stato di Perugia, nel suggestivo Salone della Biblioteca Quattrocentesca.

Un percorso culturale che invita a riflettere sull’acqua non solo come risorsa naturale, ma come elemento fondante della civiltà urbana medievale.

L’acquedotto medievale: un’opera che ha cambiato la città

Il secondo incontro sarà interamente dedicato all’acquedotto medievale di Perugia, una delle più straordinarie realizzazioni ingegneristiche del Duecento.

A partire dal 1278, questo sistema idrico ha trasformato profondamente la vita della città, permettendo di convogliare l’acqua da Monte Pacciano fino alla Platea Magna, l’attuale cuore del centro storico.

Non si tratta solo di un’infrastruttura funzionale, ma di un’opera capace di incidere sull’assetto urbanistico, sull’organizzazione sociale e persino sull’identità della comunità.

“L’acqua non è solo necessità, ma struttura stessa della città medievale.

Un sistema ingegnoso: quando l’acqua “sale”

Tra gli interventi più attesi figura quello di Stefano Nodessi Proietti, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che affronterà il tema con una relazione dal titolo emblematico: “L’acquedotto dove l’acqua andava in salita”.

Un’espressione che sintetizza la straordinaria ingegnosità del sistema, capace di sfruttare pendenze, pressioni e conoscenze tecniche avanzate per l’epoca.

Un’opera che ancora oggi sorprende per la sua capacità di coniugare funzionalità e intelligenza progettuale.

Arte e architettura: il contributo dei grandi maestri

Il cuore storico-artistico dell’incontro sarà affidato a Giuliano Romalli, dirigente del Ministero della Cultura, che approfondirà il legame tra l’acquedotto e due grandi protagonisti dell’arte medievale: Nicola Pisano e Arnolfo di Cambio.

La relazione, dal titolo Al servizio del Pisano e di Arnolfo di Cambio: l’acquedotto medievale di Perugia, offrirà una lettura integrata tra infrastruttura idraulica e produzione artistica.

Un intreccio che dimostra come, nel Medioevo, tecnica e arte fossero parte di un unico progetto culturale.

Il recupero del patrimonio: tra tutela e valorizzazione

Accanto alla dimensione storica, spazio anche alla contemporaneità con l’intervento di Cristina Piatti, progettista specializzata nei beni culturali.

Il suo contributo sarà dedicato al recupero degli archi dello Spinello e di Ponte d’Oddi, due elementi fondamentali dell’acquedotto, oggi oggetto di interventi di valorizzazione.

Un lavoro che dimostra come il patrimonio storico non sia un’eredità immobile, ma una risorsa da preservare e reinterpretare.

Un evento corale: istituzioni, ricerca e territorio

L’incontro sarà preceduto dai saluti istituzionali di Francesco Zuccherini, assessore ai lavori pubblici del Comune di Perugia, Cinzia Rutili, direttrice dell’Archivio di Stato, e Melissa Cogliandro, vicepresidente del Circolo di Ponte d’Oddi APS.

Una presenza che testimonia la collaborazione tra enti pubblici, istituzioni culturali e associazioni, unite nella valorizzazione del territorio.

Il coordinamento sarà affidato a Maria Rita Silvestrelli dell’Università per Stranieri di Perugia, a conferma del forte legame tra ricerca accademica e divulgazione.

I giovani e la memoria: il contributo del Liceo Artistico

Un elemento particolarmente significativo sarà la partecipazione degli studenti del Liceo Artistico Bernardino di Betto, i cui lavori saranno esposti negli spazi dell’Archivio di Stato.

Si tratta di un progetto dedicato proprio all’acquedotto medievale, che mette in dialogo creatività, formazione e ricerca storica.

“Il passato diventa materia viva quando incontra lo sguardo delle nuove generazioni”.

Un percorso culturale fino a ottobre

La rassegna “Acqua, bene comune” proseguirà fino al mese di ottobre, articolandosi in una serie di incontri che esploreranno il rapporto tra acqua e società medievale.

Si parlerà di Templari, di norme contenute negli statuti comunali, di attività economiche e di modelli urbani, con il contributo di studiosi di rilievo come Jean-Claude Maire Vigueur, Maria Grazia Nico Ottaviani e Ferdinando Treggiari.

Un itinerario culturale che attraversa documenti, opere e luoghi simbolici, offrendo una visione ampia e articolata.

Informazioni utili per partecipare

L’ingresso all’incontro è libero fino a esaurimento posti, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria.

A causa dei lavori in corso al MANU, l’accesso sarà possibile esclusivamente dall’ingresso posteriore in via del Cortone 43, con la presenza di scale.

Le prenotazioni possono essere effettuate telefonicamente o via email presso l’Archivio di Stato.

L’acqua come chiave di lettura del passato e del presente

La rassegna conferma come l’acqua non sia solo una risorsa, ma una chiave di lettura della storia.

Attraverso l’acquedotto medievale, Perugia riscopre una parte fondamentale della propria identità, dimostrando come il dialogo tra passato e presente possa generare nuova consapevolezza.

“Dove scorreva l’acqua, scorreva anche la vita della città”.

E oggi, in quelle stesse tracce, si ritrova il senso di una memoria condivisa che continua a parlare.

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Mario Farneti
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