17 Mar, 2026 - 19:15

Terme di Sangemini, prove tecniche di accordo politico sul bando di gara per le concessioni dopo le tensioni Regione-Comuni

Terme di Sangemini, prove tecniche di accordo politico sul bando di gara per le concessioni dopo le tensioni Regione-Comuni

Dopo settimane di schermaglie politiche e tensioni territoriali, il futuro delle acque del bacino di Sangemini cambia improvvisamente passo. Il dossier più caldo dell'Umbria sud, finito più volte al centro di un acceso botta e risposta tra Palazzo Donini e il ternano, esce dal perimetro della guerra istituzionale e approda su un terreno inedito: quello della collaborazione tecnica. Ieri mattina, al tavolo convocato dall'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca, si è registrata una svolta silenziosa ma sostanziale. Da un lato la Regione, dall'altro i sindaci di San GeminiAcquasparta e Montecastrilli insieme al presidente della Provincia di Terni Stefano Bandecchi, hanno iniziato a ragionare in chiave condivisa su come massimizzare i due canali strategici del territorio. Non più solo l'imbottigliamento, pilastro industriale con i suoi cento dipendenti, ma anche il termalismo, visto come la leva per un rilancio turistico che guarda al Parco della Fonte e a decine di nuovi posti di lavoro. La richiesta è chiara: che il bando non si limiti a linee guida generiche, ma quantifichi già i volumi d'acqua destinati agli investimenti termali.

“Un’occasione storica da non sostenere”: la richiesta dei territori per un bando che guardi al turismo

L'incontro, voluto fortemente dall'assessore De Luca per fare il punto partecipativo dopo le polemiche delle ultime settimane, ha avuto il merito di spostare l'asse del confronto dalle rivendicazioni ai contenuti. Sul tavolo, la procedura di evidenza pubblica che riguarderà le concessioni Sangemini AmpliamentoSangemini II e Sangemini ampliamento bis, ovvero le sorgenti SangeminiFabiaFonte Aura e Grazia nel territorio di Acquasparta.

I sindaci sono arrivati in Regione con un'idea precisa: agganciare la gara d'appalto al rilancio del Parco della Fonte, evitando che il bando si concentri esclusivamente sull'industria dell'acqua in bottiglia. A farsi portavoce della istanza è stato il primo cittadino di San GeminiLuciano Clementella, presente con l'assessora al Turismo Micol Burrai“Un incontro molto positivo - ha esordito Clementella - Si sono analizzate le grandi potenzialità del bacino e valutata l’opportunità e la possibilità di un uso plurimo dell’acqua, ad oggi destinata solo all’imbottigliamento e da destinare anche per lo sviluppo di un progetto termale”. Per il sindaco, l'investimento avrebbe un impatto dirompente: “Creerà occupazione, sviluppo economico ed il progetto Terme sarà un grande volano turistico per la Regione, la Provincia e per i nostri territori”. Un passaggio, quest'ultimo, che sposta l'attenzione su un tema caldo come quello occupazionale

“Si è molto dibattuto sulla difesa dei livelli occupazionali dello stabilimento - ha aggiunto Clementella - e questo naturalmente è ciò che auspichiamo tutti, non solo le parti sindacali. Lo sviluppo dello stabilimento è ciò a cui dobbiamo tendere, ma la possibilità di affiancargli, sinergicamente, un progetto termale non potrà che costituire un indiscutibile volano di crescita. Questa è una occasione storica che non si può non sostenere”.

Sulla stessa lunghezza d'onda gli altri sindaci del comprensorio, Giovanni Montani di Acquasparta e Riccardo Aquilini di Montecastrilli, che vedono nel rilancio delle terme la possibilità di cucire addosso ai rispettivi territori una nuova identità turistica, oggi inespressa.

De Luca e la Regione aprono al doppio utilizzo: ambiente e lavoro al centro della concessione unica

A raccogliere la sollecitazione è stato l'assessore Thomas De Luca, che ha ribadito la linea regionale della concessione unica e della tutela occupazionale, ma con una significativa apertura di credito verso il progetto termale. “L’obiettivo dell’incontro - ha spiegato De Luca a margine del tavolo - è stato il confronto sui contenuti della delibera per ribadire la centralità della tutela occupazionale e la inscindibilità delle concessioni, nella piena apertura all'uso termale e al rilancio del Parco delle fonti dimostrata nella stessa delibera. Abbiamo riaffermato l'unitarietà delle concessioni, ma siamo pronti a ribadire nel bando l'opportunità dell'uso plurimo delle acque per favorire insediameti termali”. Un messaggio chiaro: la Regione non intende arretrare sul principio della gestione unitaria del bacino, ma è pronta a modulare i criteri del bando per non precludere gli investimenti privati legati al termalismo.

Accanto all'assessore De Luca anche il collega dello sviluppo economico, Francesco De Rebotti, coinvolto sul tema della salvaguardia dei livelli occpazionali e delle prospettive del sito sangeminese di imbottigliamento e commercializzazione delle acque minerali.

L’assessora Burrai: “Certezza dei volumi per attrarre investitori”

Foto Nunzio Foti

A testimoniare il clima costruttivo è stata l'assessora al Turismo di San GeminiMicol Burrai, che ha sottolineato il salto di qualità rispetto al passato. “Se si riuscisse a dare maggiore certezza agli investitori all'interno del bando pubblico, con una quantificazione anche dei volumi aggiuntivi delle acque da poter utilizzare per l'attività termale, ci sarebbe un forte elemento di appeal per chi vuole realizzare progetti che vertano sulla duplice attività di imbottigliamento e gestione del nuovo parco termale”.

Secondo le prime stime, l'operazione terme potrebbe generare occupazione per circa 50 addetti, un numero tutt'altro che secondario in un'area interna che soffre lo spopolamento. “Va registrato il supporto che è arrivato dal presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi - ha aggiunto Burrai - così come un approccio più collaborativo e disponibile al confronto della Regione, con gli assessori De Luca e De Rebotti. Era la prima volta che riuscivamo a entrare così nel dettaglio dei problemi e speriamo che il coinvolgimento dei tre comuni del comprensorio nella realizzazione del bando possa portare a ulteriori positivi sviluppi”.

Il prossimo passo sarà ora la messa a punto del testo definitivo del bando. L'obiettivo è chiaro: tenere insieme la difesa dei livelli occupazionali dell'imbottigliamento con la visione strategica di un termalismo capace di riportare turisti e investitori nell'Umbria sud.

Dopo anni di annunci e di polemiche, per le acque di Sangemini potrebbe essere davvero la volta buona. Il percorso è ancora in salita, ma per la prima volta tutte le parti in causa sembrano remare nella stessa direzione.

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Federico Zacaglioni
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