08 Mar, 2026 - 16:50

Acque minerali, San Gemini insorge contro la Regione: “Il bando affonda il progetto Terme. Non ci hanno ascoltato”

Acque minerali, San Gemini insorge contro la Regione: “Il bando affonda il progetto Terme. Non ci hanno ascoltato”

La riforma delle concessioni del bacino Sangemini accende lo scontro fra il Comune e Palazzo Donini. E in campo scende pure la Provincia di Terni, col sindaco di Terni Stefano Bandecchi che prende le parti del collega Luciano Clementella.

La Giunta regionale ha appena varato le nuove linee guida per il bando sulle acque minerali - prima applicazione della legge che impone la gara pubblica - puntando su tutela dei lavoratori, sostenibilità ambientale ed equa remunerazione per il territorio. Ma per il sindaco Luciano Clementella quel provvedimento rischia di mettere in ombra il “progetto Terme di San Gemini”, la scommessa su turismo, occupazione e sviluppo locale che il Comune rivendica da mesi senza ottenere risposte. Cinquanta posti di lavoro diretti, centomila presenze l’anno, un indotto che potrebbe cambiare il volto economico del borgo: numeri che, secondo l’amministrazione, meritavano almeno un confronto vero. Da qui l’affondo del primo cittadino e dell’assessora al turismo Micol Burrai“La Regione non può voltarsi dall’altra parte. Prima di decidere, avrebbe dovuto ascoltarci”

La rivoluzione delle gare pubbliche: lavoro e ambiente al primo posto

La giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Ambiente Thomas De Luca, ha rotto gli indugi. Con un provvedimento atteso da oltre un anno - le concessioni sono scadute il 31 dicembre 2024 - sono state approvate le linee guida per il bando che riguarda alcuni dei gioielli idrici dell’Umbria: SangeminiAntiche Sorgenti Umbre-FabiaFonte Aura e Grazia Sorgenti di Acquasparta. Per la prima volta viene applicata la Legge regionale 7/2021, che sostituisce il vecchio sistema di rinnovi automatici con una procedura di evidenza pubblica.

I pilastri del nuovo corso sono chiari e ambiziosi. La Regione intende blindare l’occupazione esistente attraverso clausole sociali vincolanti che obbligheranno il nuovo concessionario a riassorbire tutto il personale dell’attuale gestore. Ma non solo: sono previsti meccanismi di premialità per chi aumenterà i livelli occupazionali. Sul fronte ambientale, verranno favorite le imprese che punteranno sulla riduzione dei rifiuti, con un occhio di riguardo per l’utilizzo del vetro e l’introduzione del sistema di deposito cauzionale. Infine, il principio di “equa remuneratività” : il vincitore della gara dovrà versare alla collettività un corrispettivo commisurato ai volumi d’acqua effettivamente utilizzati, superando la logica dei canoni fissi spesso ritenuti inadeguati.

“Con questo provvedimento - spiega Thomas De Luca - definiamo un quadro chiaro e innovativo di criteri che mette al centro l’interesse pubblico, la dignità del lavoro e il rispetto dell’ambiente. Non stiamo solo assegnando una risorsa, ma stiamo tracciando il futuro industriale e sociale di un intero territorio, garantendo che lo sfruttamento di un bene comune porti benefici tangibili alla comunità umbra” .

Il grido di allarme di San Gemini: “Così uccidete le terme”

Se a Perugia si parla di futuro industriale, a San Gemini la parola d’ordine è “termalismo” . Il sindaco Luciano Clementella non usa mezzi termini: l’approvazione delle linee guida è una doccia fredda che rischia di affossare un progetto su cui l’amministrazione comunale sta investendo energie e risorse da mesi.

Secondo il primo cittadino, la Regione avrebbe ignorato sistematicamente ogni richiesta di confronto. L’idea del Comune è quella di affiancare all’attività di imbottigliamento (che oggi produce circa la metà dei 200 milioni di bottiglie d’oro dei tempi d’oro) un vero e proprio polo termale e del benessere all’interno del Parco della Fonte. Un’operazione che, spiega Clementella, non sarebbe in conflitto con l’industria, ma anzi fortemente sinergica.

“Sono mesi e mesi che chiedo un incontro congiunto con la presidente Proietti, gli assessori De Luca e Meloni - attacca il sindaco - ma le nostre richieste sono state ignorate. Il progetto terme potrebbe essere fortemente sinergico con la parte industriale e non conflittuale. Nei tempi di massima produzione arrivavamo a 200 milioni di bottiglie, oggi siamo a metà. Le terme darebbero una scossa a tutto il territorio: parliamo di almeno 50 unità lavorative dirette, più l’indotto, e un flusso turistico stimato in oltre centomila presenze all’anno. Ma la giunta fa orecchie da mercante perché per avviare le terme serve la materia prima, l’acqua” .

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessora al Turismo Micol Burrai, che rilancia con amarezza: “Come mai non abbiamo ricevuto risposta ad alcuna delle innumerevoli richieste di incontri? Prima di dire l’ultima parola ci si dovrebbe fare garante di una discussione dialettica tra parti. Lo abbiamo chiesto con ogni mezzo, ci siamo persino recati a Milano, alla Bit, per elemosinare uno scambio verbale. Abbiamo ricevuto silenzi assordanti, disdette di appuntamenti mai onorati. Da assessore mi chiedo: quale prezzo sta pagando San Gemini? Forse che se le sue coordinate geografiche fossero state appena più a nord avrebbe goduto di maggiore fortuna? Suvvia signori, mostrate il volto” .

L’affondo di Bandecchi: “Sgarro alla provincia di Terni”

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato il presidente della Provincia di Terni e sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che attraverso i suoi canali social ha ripreso e amplificato le proteste, spostando il confronto su un piano politico ancora più ampio. Il suo attacco è frontale e senza sconti: “La Giunta Regionale commette un ennesimo sgarro alla provincia di Terni. Danneggia lo sviluppo economico di tutta la regione ed in particolare del comune di San Gemini e di tutta la Provincia. Visione economica mediocre e educazione istituzionale nulla. Solo silenzi e decisioni stupide” .

La replica social di De Luca: “Priorità a lavoratori e ambiente”

A stretto giro di posta, l’assessore Thomas De Luca ha risposto alle accuse direttamente sui social, elencando le garanzie inserite nel bando e respingendo al mittente l’idea di una Regione sorda alle istanze del territorio.

“Non stiamo solo assegnando una risorsa, ma tracciamo il futuro industriale e sociale di un intero territorio” , scrive De Luca, spiegando che il provvedimento mette nero su bianco la tutela occupazionale attraverso clausole vincolanti per il riassorbimento di tutti i lavoratori già impiegati, con meccanismi di premialità per chi propone nuovi posti. Sul fronte della sostenibilità ambientale, la Regione premierà i progetti che puntano alla riduzione dei rifiuti, con particolare favore per l’uso del vetro e l’introduzione del sistema di deposito cauzionale. Quanto al principio di equa remunerazione, il nuovo concessionario sarà tenuto a versare, oltre al diritto annuo di superficie, un corrispettivo commisurato al volume d’acqua effettivamente utilizzato. Infine, la procedura garantirà l’unitarietà del bacino, assicurando una gestione industriale efficiente e coerente delle concessioni oggetto della gara.

L’assessore conclude ricordando che si tratta della prima applicazione della Legge regionale 7/2021, che introduce il metodo della gara pubblica per l’assegnazione delle risorse idriche minerali. “Diamo priorità a tutela dei lavoratori, sostenibilità ambientale ed equa remunerazione per il territorio” , ribadisce.

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Federico Zacaglioni
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