Il rapporto tra Achille Lauro e l'Umbria c'è. Uno dei co-conduttori nella seconda serata della 76esima edizione del Festival ha un legame familiare col "Cuore verde d'Italia": il nonno era prefetto di Terni e lo zio è, invece, bancario ed è stato assessore provinciale a Perugia.
Non c'è solo un po' di Umbria nella finale delle Nuove Proposte ma c'è anche un legame familiare che unisce la regione con Sanremo 2026. Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, parla raramente della sua famiglia, anche perché il rapporto con il padre non è mai stato dei migliori, ma ha un filo rosso con l'Umbria per via dei suoi parenti.
L'artista, nato a Verona e cresciuto a Roma, ha, però, ha sempre parlato con rispetto del genitore, pur ammettendo le difficoltà vissute. In un'intervista a Domenica In, Achille Lauro ha raccontato: "Sono figlio di gente onesta. Mio padre, con cui ho avuto un rapporto complicato, è una persona onesta, un intellettuale. Non vengo da un ambiente squilibrato. Negli anni abbiamo recuperato".
Il padre di Nicola, quindi il nonno di Achille Lauro, Federico Filippo De Marinis, fu prefetto di Terni e anche commissario straordinario del Comune di Terni. Domenico De Marinis, invece, ex dipendente di Intesa San Paolo, è stato è stato assessore provinciale a Perugia.
Achille Lauro è tornato sul palco di Sanremo, nella serata di ieri, mercoledì 25 febbraio, affiancando il direttore artistico Carlo Conti e Laura Pausini. L'artista ha condiviso il palco anche con altri due co-conduttori, ossia Lillo Petrolo, in arte Lillo e Pilar Fogliati.
Achille Lauro è stato per la prima volta in conduzione, pur avendo già sviluppato maturità sotto questo ruolo come giudice di "X Factor". La sua storia con Sanremo è stato un percorso di crescita e trasformazione costante: dal debutto folgorante con "Rolls Royce" nel 2019, passando per lo sfrontato "Me ne frego" del 2020, fino sl 2021, dove agì come super ospite fisso. Il suo legame con l'Ariston si è consolidato nel tempo, arrivando fino alla gara dello scorso anno (nel Sanremo 2025) con il brano "Incoscienti giovani".
Durante la seconda puntata del Festival di Sanremo 2026, Achille Lauro, oltre a esibirsi in duetto con Laura Pausini sulle note della sua "16 marzo", ha ricordato ed emozionato per un'altra data: l'1 gennaio 2026, giorno della tragedia di Crans-Montana.
Il cantante si è esibito con la sua "Perdutamente", un brano che dopo il grande successo, anche in streaming con oltre 15 milioni su Spotify, ha assunto negli ultimi mesi anche una valenza simbolica, essendo stata intonata di fronte al feretro del sedicenne italiano Achille Barosi, una delle 41 vittime della strage di Crans Montana.
La madre del ragazzo, Erica Didone, aveva deciso di rendere omaggio a suo figlio durante i funerali, con la canzone di Achille Lauro, artista ascoltato da madre e figlio durante i viaggi in automobile. Uno dei momenti più toccanti della seconda serata di Sanremo 2026 ha visto Achille Lauro come grande protagonista.