23 Jul, 2025 - 15:13

Accordo storico per salvare il Trasimeno: 10 milioni di metri cubi dal Montedoglio

Accordo storico per salvare il Trasimeno: 10 milioni di metri cubi dal Montedoglio

Si è insediato oggi a Roma il tavolo tecnico-istituzionale previsto dall’Accordo di programma per il Sistema Montedoglio, alla presenza del viceministro dell’Ambiente Vannia Gava, del commissario straordinario per la crisi idrica Nicola Dell’Acqua, dei rappresentanti delle Regioni Umbria e Toscana e delle Autorità di bacino dell’Appennino Centrale e Settentrionale.

Si va quindi verso l’attuazione dell’intesa interregionale che prevede la gestione coordinata della diga di Montedoglio – con priorità agli usi idropotabili e irrigui – e soprattutto l’avvio del trasferimento annuo di 10 milioni di metri cubi d’acqua verso il Lago Trasimeno, per fronteggiare le storiche criticità idriche di questo bacino.

Tavolo tecnico Montedoglio, la svolta per Umbria e Toscana nella gestione dell’acqua

Durante la riunione odierna, che è stata la vera prima collaborazione operativa tra Regioni per la gestione delle risorse idriche, sono stati fissati i prossimi passi del progetto.

"Ad agosto saranno consegnati gli studi dell’Università di Perugia e già da ottobre prenderà il via il flusso verso il Trasimeno. È il primo modello operativo di cooperazione tra Regioni sulla gestione dell’acqua",bhanno dichiarato in una nota congiunta il viceministro Gava e il commissario Dell’Acqua.

A partire dall’autunno l’acqua accumulata nell’invaso toscano di Montedoglio inizierà a defluire verso il lago umbro.

L’Accordo di programma Montedoglio era stato firmato lo scorso 7 giugno dai presidenti di Umbria e Toscana – Stefania Proietti ed Eugenio Giani – dopo oltre vent’anni di attese e negoziati, con l’obiettivo di portare stabilmente l’acqua del Montedoglio a Trasimeno.

Secondo le stime, l’immissione di 10 milioni di m³ all’anno dovrebbe consentire di innalzare di circa 10 centimetri il livello del lago Trasimeno nei periodi di maggiore siccità.

Nel corso dell’incontro Gava ha sottolineato anche la portata strategica dell’iniziativa, illustrata da tre allegati tecnici all’accordo che elencano le opere già realizzate, quelle da finanziare e quelle da programmare. "Siamo al lavoro per attivare ulteriori risorse ed investimenti per dare risposte concrete ai territori più colpiti dalla crisi idrica" ha affermato il viceministro.

Lago Trasimeno e crisi idrica: le cause di un’emergenza storica

Il lago Trasimeno sta attraversando ormai da diversi anni una condizione di siccità cronica, aggravata dai cambiamenti climatici e dalla mancanza di affluenti naturali.

Basti pensare che nell’estate 2024 il livello del lago è sceso fino a -171 cm sotto lo zero idrometrico – uno dei minimi storici paragonabile solo alla grande secca del 1968 – e a inizio 2025 si attestava ancora intorno a -154 cm, ben al di sotto delle medie stagionali.

Questo abbassamento prolungato non ha soltanto conseguenze ambientali, ma anche ripercussioni economiche e sociali: il Trasimeno rappresenta infatti un ecosistema vitale per l’Umbria, nonché una risorsa turistica e culturale di primo piano.

Per far fronte a questa emergenza sono state messe in campo varie azioni. Nei mesi scorsi il Governo ha nominato un commissario straordinario proprio per il fenomeno della scarsità idrica al Trasimeno, e la Regione Umbria ha predisposto un piano d’emergenza che include il dragaggio dei fondali, la bonifica dei canali circostanti e misure di sostegno alle comunità locali.

La misura cardine, però, è risultata essere il collegamento idrico con Montedoglio, considerato dagli esperti come essenziale per la sopravvivenza del lago.

Diga di Montedoglio, il piano di trasferimento idrico verso l’Umbria

L’Accordo di programma Montedoglio – formalizzato a Castiglione del Lago il 7 giugno 2025 – è un punto di svolta nella cooperazione tra Umbria e Toscana in materia di acque.

L’intesa sancisce in via stabile la destinazione di 10 milioni di m³ all’anno dall’invaso di Montedoglio al lago Trasimeno, superando la logica precedente che prevedeva solo l’uso delle acque di sfioro in occasioni eccezionali. I presidenti regionali hanno salutato la firma come una “giornata storica” per il territorio.

Sul piano pratico, l’acqua proveniente da Montedoglio verrà immessa nel Trasimeno attraverso un sistema di condotte e impianti di filtrazione. L’infrastruttura prevede la costruzione di un impianto di filtraggio definitivo in prossimità del Fosso Paganico, necessario per assicurare che l’acqua trasferita sia adeguatamente trattata.

Già ora, comunque, l’accordo prevede che l’acqua destinata al lago abbia come priorità gli usi idropotabili e irrigui lungo il tragitto, garantendo allo stesso tempo un afflusso sufficiente per risolvere le “storiche criticità ambientali” del Trasimeno legate alla scarsità idrica.

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Francesca Secci
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