20 May, 2026 - 17:00

Turismo, intesa ad Assisi sugli affitti brevi: accordo per alzare la qualità dell’accoglienza

Turismo, intesa ad Assisi sugli affitti brevi: accordo per alzare la qualità dell’accoglienza

Nel palazzo comunale di Assisi si è consumato un passaggio tutt’altro che simbolico per il futuro dell’accoglienza turistica umbra. Confcommercio Umbria e l’associazione ALTEA – acronimo di Alloggi, Locazioni Turistiche ed Extralberghiere Assisi – hanno firmato un protocollo d’intesa che punta a trasformare la galassia degli affitti brevi in un comparto strutturato, integrato e riconoscibile. A mettere nero su bianco l’accordo sono stati Sebastiano Vincenzo di Santi, presidente del mandamento di Assisi per Confcommercio, e Gabriele Cardari, presidente di ALTEA. Testimoni dell’intesa, l’assessore al Turismo Fabrizio Leggio e il responsabile dell’Area turismo di Confcommercio Umbria, Rolando Fioriti.

Non si tratta di una semplice cornice formale. L’intesa arriva in una fase in cui il peso specifico del segmento extralberghiero – ad Assisi come in gran parte delle destinazioni italiane ad alta vocazione internazionale – è cresciuto in modo esponenziale, spesso senza un adeguato perimetro di regole condivise. L’obiettivo dichiarato è alzare l’asticella della qualità, accompagnando chi affitta in modo occasionale o semi-professionale verso una gestione più consapevole, capace di dialogare con il sistema economico e turistico della città.

Un comparto che chiede regole e riconoscimento

L’operazione si muove nel solco tracciato dalla legge regionale n. 23 del 2024, che ha dato una prima disciplina organica al settore. Ma una norma, da sola, non basta. Serve un cambio di passo culturale. “L’obiettivo è costruire un percorso che indirizzi gli operatori verso una maggiore strutturazione e qualificazione”, è il ragionamento emerso al momento della firma. Dietro queste parole c’è la volontà di superare la fase pionieristica – e a tratti selvaggia – degli affitti brevi, per approdare a modelli organizzativi più solidi, che garantiscano professionalitàqualità del servizio e un’integrazione reale con la filiera locale.

Gabriele Cardari, alla guida di ALTEA, rappresenta una realtà associativa che riunisce tanto figure imprenditoriali quanto soggetti non professionali. Una composizione mista che fotografa bene la complessità del momento: da un lato c’è chi ha fatto dell’accoglienza una vera e propria attività economica, dall’altro chi si affaccia al mercato con strumenti ancora artigianali. Il protocollo con Confcommercio – la più grande associazione di categoria del turismo in Umbria – offre a entrambi una sponda concreta in termini di rappresentanza istituzionalesupporto normativo e strumenti di valorizzazione.

Sebastiano Vincenzo di Santi ha insistito molto sull’aspetto della competitività: una destinazione come Assisi, che compete sul palcoscenico globale del turismo religioso e culturale, non può permettersi sacche di improvvisazione. L’accoglienza, ha sottolineato, è un ingranaggio delicato: se una componente si inceppa, l’intero sistema ne risente. Per questo l’intesa non va letta come un’operazione difensiva, ma come un investimento sulla tenuta reputazionale del territorio.

Professionalizzare senza omologare: l'obiettivo dell'accordo

C’è un passaggio dirimente in tutta questa vicenda, e riguarda il tipo di professionalizzazione che si intende perseguire. Non si tratta, è il ragionamento di Rolando Fioriti, di schiacciare la specificità dell’extralberghiero su modelli standardizzati. Al contrario: la sfida è rafforzare la capacità di offrire un’esperienza autentica – quella che spesso l’albergatore tradizionale fatica a restituire – innestandola però su procedure gestionali affidabili, trasparenza fiscale, rispetto delle regole urbanistiche e contrattuali. In una parola: rendere sostenibile ciò che oggi, in troppi casi, è lasciato all’iniziativa individuale senza rete.

L’assessore Fabrizio Leggio ha colto la portata politica dell’accordo. La presenza dell’amministrazione comunale alla firma non è stata formale: Leggio ha parlato di “un tassello fondamentale per la qualità dell’offerta turistica cittadina”, riconoscendo implicitamente che il governo del fenomeno extralberghiero non può più essere rinviato. Assisi, con i suoi flussi costanti di visitatori e pellegrini, è un laboratorio privilegiato: ciò che qui si sperimenta in termini di regolazione e integrazione può diventare un modello replicabile altrove.

La strada è tracciata. L’accordo Confcommercio-ALTEA non risolverà d’incanto tutte le criticità di un settore che oscilla tra opportunità economica e rischio di degrado urbano, ma ha il pregio di mettere attorno a un tavolo soggetti che finora hanno viaggiato a velocità diverse. L’extralberghiero ad Assisi non è più un fenomeno accessorio: è una componente strutturale dell’offerta ricettiva. Riconoscerlo e dotarlo di strumenti adeguati non è più una scelta, ma una necessità.

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Federico Zacaglioni
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