29 Jan, 2026 - 12:00

Accordo Anci-sindacati sul welfare: nasce in Umbria l’alleanza istituzionale per diritti, servizi e coesione sociale

Accordo Anci-sindacati sul welfare: nasce in Umbria l’alleanza istituzionale per diritti, servizi e coesione sociale

Un’alleanza strutturata tra istituzioni locali e rappresentanze sociali per rafforzare il welfare territoriale e tutelare i cittadini più fragili. Con questo obiettivo è stato sottoscritto, mercoledì 28 gennaio, nel palazzo della Provincia di Perugia, un protocollo d’intesa tra Anci Umbria e le organizzazioni sindacali regionali confederali Cgil, Cisl e Uil, insieme alle sigle dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil.

Alla firma erano presenti il presidente di Anci Umbria Federico Gori e i rappresentanti delle organizzazioni firmatarie: Maria Rita Paggio (segretaria generale Cgil Umbria), Angelo Manzotti (segretario generale Cisl Umbria), Maurizio Molinari (segretario generale Uil Umbria), Andrea Farinelli (segretario generale Spi Cgil Umbria), Dario Bruschi (segretario generale Fnp Cisl Umbria, sostituito per l’occasione da Francesco Ferroni, segretario provinciale di Perugia) ed Elisa Leonardi (segretaria generale Uilp Uil Umbria).

L’accordo definisce un quadro stabile di collaborazione finalizzato a costruire una contrattazione sociale territoriale forte, inclusiva e coerente con i principi costituzionali, ponendo al centro la persona, la giustizia sociale e la dignità della vecchiaia.

Il welfare come risorsa per le comunità

A delineare il senso politico e sociale dell’intesa è stato il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, che ha sottolineato la valenza strutturale dell’accordo: “Questa intesa si fonda sulla convinzione che il benessere dei cittadini, e in particolare della popolazione anziana, non rappresenti un costo, ma una risorsa viva per le comunità locali. Solo attraverso un confronto costante è possibile dare risposte concrete ai bisogni delle persone. La popolazione umbra, tra le più anziane d’Italia, vive una condizione di crescente fragilità, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni. I servizi sanitari e sociali faticano a rispondere ai bisogni emergenti, i medici di base sono sempre meno presenti nei territori periferici e i carichi di cura ricadono spesso sulle famiglie, in particolare sulle donne. Con questo protocollo si intende programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei contenuti condivisi”.

Parole che chiariscono come l’intesa non abbia un valore meramente formale, ma rappresenti uno strumento per affrontare squilibri sociali e territoriali ormai strutturali.

La posizione dei sindacati: coesione, diritti e dignità

Anche le organizzazioni sindacali hanno rimarcato la portata strategica del protocollo, definendolo un aggiornamento necessario dell’intesa già esistente con Anci Umbria. “Questo protocollo - hanno affermato anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali - aggiorna l’intesa già esistente tra Anci Umbria e le sigle sindacali. Nasce dalla consapevolezza che il confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali sia oggi ancora più decisivo per garantire coesione, diritti e dignità, in una fase storica segnata da forti disuguaglianze, invecchiamento demografico, tagli al welfare e profonde trasformazioni sociali e tecnologiche. Con questa intesa le parti si impegnano a programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei temi trattati”.

Il riferimento è a un quadro regionale e nazionale segnato dalla progressiva contrazione delle risorse pubbliche e dalla profonda trasformazione dei bisogni sociali, che rende sempre più necessaria una governance condivisa, stabile e strutturata delle politiche di welfare, fondata sul dialogo tra istituzioni e parti sociali.

Le sette aree strategiche del protocollo

Il documento individua sette ambiti tematici considerati centrali per la costruzione di un sistema di welfare territoriale moderno ed equo:

  • Relazioni sindacali: Promozione di relazioni strutturate attraverso un calendario annuale di incontri con le amministrazioni comunali, finalizzati alla discussione preventiva di bilanci, piani sociali e scelte strategiche in materia di servizi e tributi locali, con l’obiettivo di arrivare a veri e propri accordi territoriali.
  • Politiche fiscali e tributarie: Sostegno a una fiscalità progressiva, con soglie di esenzione e riduzioni su Irpef comunale e Tari per le fasce più deboli; criteri condivisi di equità e trasparenza nelle tariffe dei servizi pubblici locali; collaborazione con l’Agenzia delle Entrate per il contrasto all’evasione fiscale.
  • Servizi sociali e sanitari: Potenziamento dei servizi socio-sanitari territoriali, rafforzamento dell’assistenza domiciliare, integrazione sociosanitaria e sostegno ai caregiver; valorizzazione dei consultori e dei centri antiviolenza; attenzione al finanziamento del Prina e ai servizi per anziani non autosufficienti; rafforzamento delle reti di servizi nei distretti e nelle aree interne.
  • Residenzialità e abitare sociale: Valorizzazione del patrimonio ERP inutilizzato, criteri trasparenti e inclusivi di assegnazione degli alloggi, sviluppo di soluzioni abitative innovative per anziani soli e fragili.
  • Partecipazione e cittadinanza attiva: Coinvolgimento degli anziani nella vita comunitaria attraverso consulte e organismi di rappresentanza; promozione di iniziative di socializzazione e contrasto alla solitudine.
  • Trasporto pubblico e mobilità: Accessibilità ai servizi di trasporto pubblico per anziani e persone fragili, anche tramite agevolazioni o gratuità; servizi di mobilità dedicati verso strutture sanitarie e sociali, soprattutto nelle aree a bassa densità.
  • Digitalizzazione e accesso ai servizi: Contrasto al digital divide attraverso alfabetizzazione digitale, sportelli di assistenza, agevolazioni per l’accesso alle tecnologie e semplificazione dei servizi online.

Risorse, governance e tempi di attuazione

Il protocollo prevede la programmazione di iniziative comuni, tavoli permanenti di confronto e strumenti di monitoraggio per verificare l’attuazione delle misure.

L’obiettivo è trasformare le linee guida in politiche territoriali concrete, integrando risorse comunali, regionali, nazionali ed europee, con particolare attenzione ai fondi di coesione e alle opportunità della programmazione comunitaria.

Un patto sociale per il futuro dell’Umbria

L’intesa tra Anci Umbria e sindacati si configura così come un patto sociale di sistema, che mira a rafforzare il ruolo dei Comuni come presidio di prossimità e a costruire un welfare più equo, inclusivo e vicino ai bisogni reali delle persone. Un modello di cooperazione istituzionale e sociale che punta a trasformare il dialogo in politiche pubbliche capaci di incidere concretamente sulla qualità della vita delle comunità umbre, in particolare delle fasce più fragili.

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Francesco Mastrodicasa
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