Il sangue sull’asfalto davanti alla stazione, un uomo ferito al volto e al torace che tenta di non crollare, la corsa disperata verso i binari come ultimo varco possibile per sparire. È da qui che riparte l’inchiesta sull’aggressione avvenuta lo scorso 12 dicembre a Fontivegge, uno degli snodi più delicati della città di Perugia. Nelle scorse ore la vicenda ha trovato un primo approdo giudiziario: la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 32enne di origini romene, con precedenti, ritenuto responsabile di lesioni personali aggravate ai danni di un 44enne di origine marocchina. Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Perugia su richiesta della Procura della Repubblica, guidata da Raffaele Cantone.
L’arresto è il risultato di un’attività investigativa definita “articolata” dagli inquirenti, condotta dalla Squadra Mobile di Perugia in stretto coordinamento con l’autorità giudiziaria. Un lavoro che ha permesso di ricostruire, passo dopo passo, una sequenza di violenza nata per motivi ritenuti futili e degenerata in pochi minuti in un’aggressione a coltellate in pieno giorno, in un’area già segnata da tensioni e fragilità sociali.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto avrebbe avuto origine quando l’indagato, armato di coltello, avrebbe iniziato a minacciare e insultare alcune persone presenti nei pressi della stazione. La sua attenzione si sarebbe poi concentrata sulla vittima, con la quale in passato vi erano già stati contrasti. Alla vista dell’arma, il 44enne avrebbe tentato di difendersi rompendo una bottiglia di vetro, nel tentativo di indurre l’aggressore a desistere. Un gesto istintivo, di autodifesa, che però non avrebbe fermato la violenza.
L’uomo armato lo avrebbe colpito al volto con diversi fendenti, provocandogli ferite gravi. Nonostante ciò, la vittima avrebbe cercato di inseguire l’aggressore, raggiungendolo poco dopo. È a quel punto che sarebbe arrivato un nuovo colpo, al fianco, prima della fuga definitiva in direzione della stazione ferroviaria. L’inseguimento si sarebbe spinto fino ai binari, dove l’aggressore è riuscito a far perdere le proprie tracce, confondendosi tra i passaggi e le vie di fuga di un’area complessa e difficile da presidiare.
Subito dopo l’aggressione, il ferito ha chiesto aiuto agli operatori della Polizia di Stato presenti in zona. Soccorso immediatamente, è stato trasportato al locale nosocomio, dove i sanitari hanno riscontrato gravi lesioni da taglio al volto e al torace. Una prognosi che ha dato ulteriore peso alla gravità dei fatti e alla necessità di un intervento rapido.
Determinante, ai fini dell’indagine, è stata la descrizione fornita dalla vittima, affiancata dall’acquisizione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area della stazione. Le immagini hanno consentito di confermare la dinamica dei fatti così come ricostruita dagli inquirenti, restituendo una sequenza coerente degli spostamenti, dell’inseguimento e della fuga. Un mosaico composto incrociando testimonianze, riscontri oggettivi e analisi delle riprese, che ha portato gli investigatori a delineare un grave quadro indiziario a carico del 32enne.
Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha ritenuto sussistenti anche le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di reiterazione del reato. Da qui la richiesta al Gip dell’applicazione della misura più afflittiva, la custodia cautelare in carcere, poi accolta dal giudice per le indagini preliminari.

Una volta emesso il provvedimento, gli operatori della Squadra Mobile hanno avviato le ricerche del giovane. Rintracciato in breve tempo, il 32enne è stato raggiunto dagli agenti, informato dell’ordinanza e accompagnato presso la casa circondariale di Perugia - Capanne, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
La Procura ha ribadito come il giudice abbia riconosciuto la presenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato contestato, oltre alle esigenze cautelari rappresentate. In calce al comunicato, la firma del Procuratore della Repubblica Raffaele Cantone e del Sostituto Procuratore Andrea Claudiani suggella un passaggio che segna un punto fermo nell’indagine, pur nel rispetto della presunzione di innocenza.
L’episodio riaccende i riflettori su Fontivegge, quartiere che da tempo convive con episodi di violenza e degrado, e che continua a interrogare istituzioni e forze dell’ordine sulla necessità di interventi strutturali, non solo repressivi. Intanto, per l’aggressione del 12 dicembre, la giustizia ha mosso un passo deciso. Un passo che parte da quei binari e arriva dritto alle porte del carcere.