06 Jan, 2026 - 13:30

Accise, in Umbria rientrate le anomalie e niente speculazioni alla pompa di benzina: prezzi riallineati e regione tra le più virtuose

Accise, in Umbria rientrate le anomalie e niente speculazioni alla pompa di benzina: prezzi riallineati e regione tra le più virtuose

Nessuna corsa ai rincari, nessun effetto distorsivo sul territorio. Il riordino delle accise entrato in vigore dal primo gennaio 2026 non ha innescato speculazioni sui carburanti in Umbria. A certificarlo è l’Unione Nazionale Consumatori, che dopo aver intercettato le prime anomalie del 2 gennaio e averle segnalate alle autorità competenti, registra oggi un rapido riallineamento dei prezzi. I dati del Mimit collocano la regione tra le più virtuose d’Italia, con un differenziale medio tra benzina e gasolio di -0,7 centesimi al litro, uno dei migliori risultati a livello nazionale.

Un esito tutt’altro che scontato, soprattutto alla luce delle tensioni registrate in occasione dei precedenti riallineamenti fiscali e delle denunce presentate dall’associazione negli anni dei picchi di prezzo, tra il 2022 e il 2023, contro presunti cartelli locali dei distributori. Questa volta, almeno in Umbria, il mercato ha tenuto.

Il riordino delle accise e l’impatto teorico sui rifornimenti: nessun comportamento opportunistico

Dal primo gennaio 2026 le accise sulla benzina si sono ridotte di 4,05 centesimi al litro, che diventano 4,941 cent considerando l’Iva al 22%, mentre quelle sul gasolio sono aumentate dello stesso importo. In termini teorici, su un pieno di 50 litri il risultato è chiaro: 2 euro e 47 cent in meno per chi guida un’auto a benzina, 2 euro e 47 cent in più per chi utilizza il diesel.

Un riequilibrio che, nonostante la parità aritmetica dell’intervento, produce comunque un maggior gettito per lo Stato, stimato in 552,4 milioni di euro nel 2026, 373 milioni nel 2027 e 1 miliardo e 818,9 milioni complessivi nel periodo 2026-2030, anche in virtù dei maggiori consumi medi di gasolio. La stangata, dunque, resta. Ma almeno, come sottolinea l’Unione Nazionale Consumatori, non è stata aggravata da comportamenti opportunistici, soprattutto sul piano regionale.

A differenza del precedente riallineamento dello scorso maggio, quando il gasolio salì mentre la benzina rimase sostanzialmente ferma, questa volta l’aggiustamento è stato equivalente e più trasparente. Un segnale che l’associazione dei consumatori non considera casuale.

“Evidentemente l’esposto all’Antitrust presentato dalla nostra associazione nei mesi scorsi, in occasione del precedente riassetto, anche se a fine ottobre è stato archiviato con la motivazione che ‘non sono emerse evidenze che permettano di configurare una violazione della normativa a tutela della concorrenza’, avendo comunque prodotto ispezioni e accertamenti da parte dell’Authority, ha indotto a più miti consigli le compagnie petrolifere”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Umbria sotto la lente: dai primi scostamenti al rientro delle anomalie

Il 2 gennaio, anche in Umbria, il quadro non era apparso immediatamente lineare. Il differenziale tra la discesa della benzina e l’aumento del gasolio era pari a 0,4 centesimi al litro, con un dato particolarmente penalizzante sul fronte della benzina, scesa di appena 1 centesimo, il peggior risultato nazionale, a fronte di un incremento del gasolio di 1,4 cent.

Un campanello d’allarme che ha portato l’Unione Nazionale Consumatori a segnalare il caso. Nei giorni successivi, però, il mercato ha corretto la rotta. Confrontando le medie regionali e autostradali calcolate dal Mimit, emerge che in autostrada, tradizionalmente la rete più problematica, la benzina self service è diminuita di 3,6 cent al litro dal 31 dicembre a oggi, pari a 1,80 euro risparmiati su un pieno, mentre il gasolio è aumentato di 3,2 cent, con un aggravio di 1,60 euro. Il saldo complessivo è un divario di -0,4 cent a favore del consumatore.

Sulla rete ordinaria, facendo una media aritmetica semplice dei prezzi regionali, la benzina è scesa di 3,5 cent, con un risparmio di 1,73 euro a rifornimento, mentre il gasolio è salito di 3,1 cent, pari a 1,53 euro in più. Un bilancio che resta negativo nel confronto tra le due tipologie di carburante, ma che in Umbria assume contorni decisamente più contenuti rispetto ad altre aree del Paese.

La Regione al secondo posto tra quelle più virtuose, dopo l'allarme del 2 gennaio con disallineamenti e tentativi di speculazione

Non a caso, nella classifica nazionale dei divari, l’Umbria si colloca al 19° posto, con un differenziale di -0,7 cent al litro, davanti solo a Bolzano e all’Abruzzo, che resta la regione più virtuosa con -3,7 cent. All’estremo opposto si trovano Lazio, Sicilia, Puglia e Toscana, dove il divario penalizza maggiormente gli automobilisti.

Un dato che rafforza la lettura fornita dall’Unione Nazionale Consumatori: le anomalie iniziali - registrate in Umbria in occasione della prima verifica del 2 gennaio - sono rientrate, probabilmente anche grazie alla pressione esercitata dalle segnalazioni dell'Unione Consumatori e al clima di maggiore attenzione che circonda il settore dopo le indagini degli ultimi anni.

Dal 3 gennaio, infine, si registra anche il sorpasso del prezzo del gasolio su quello della benzina, fenomeno che non interessa tutte le regioni ma che in Umbria si traduce in un divario di 2,6 cent al litro, in linea con la media nazionale. Con un prezzo medio del gasolio self service pari a 1,670 euro al litro, la regione si colloca in una fascia intermedia, lontana sia dai picchi delle aree alpine sia dai livelli più bassi del Mezzogiorno.

Il quadro che emerge è quello di un mercato sorvegliato speciale, che in Umbria, almeno per ora, ha risposto senza strappi. Un risultato che non cancella l’impatto fiscale del riordino, ma che evita agli automobilisti una beffa ulteriore. In tempi di accise mobili e prezzi sensibili, non è poco.

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Federico Zacaglioni
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