03 Jun, 2026 - 14:30

Acciai Speciali Terni, Thyssenkrupp vende l'ultimo 15% a 70 milioni: il piano Arvedi per la semplificazione del gruppo

Acciai Speciali Terni, Thyssenkrupp vende l'ultimo 15% a 70 milioni: il piano Arvedi per la semplificazione del gruppo

Secondo quanto riportato da MF Milano Finanza, si avvicina una svolta per l'azionariato dell'AST di Terni. Il colosso tedesco Thyssenkrupp uscirà in modo definitivo dall’azionariato, mentre la holding Finarvedi si prepara a semplificare la struttura societaria e a rafforzare il controllo sull’asset industriale. L’operazione strategica passa anche dal pagamento di oltre 70 milioni di euro, atteso entro la prossima settimana. Il quotidiano economico spiega che si tratta di un passaggio già ampiamente previsto negli accordi originari tra le parti e che riguarda la quota ancora in mano al gruppo tedesco. Con questa mossa coordinata, Finarvedi punta a chiudere definitivamente una fase lunga e complessa e a riportare sotto un unico, solido controllo la gestione industriale dell'acciaieria ternana.

Il conto alla rovescia per il riassetto azionario è ormai agli sgoccioli. Meno di una settimana separa il gruppo siderurgico italiano dal traguardo chiave del 10 giugno 2026, la data di scadenza ufficiale entro cui il colosso tedesco Thyssenkrupp verrà interamente pagato.

I vertici di Essen hanno infatti esercitato l'opzione di vendita, definita tecnicamente put option, sulla propria quota del 15% di Acciai Speciali Terni (Ast) a favore di Acciaieria Arvedi (AA) , la realtà operativa che fa capo a Finarvedi, la cassaforte controllata dall'imprenditore Giovanni Arvedi. L'esborso finanziario complessivo per l'acquisto della quota è quantificato esattamente in 70,3 milioni di euro , un adempimento obbligatorio derivante dai patti integrati nel contratto di compravendita del 2022. L'attivazione formale della clausola era avvenuta nel dicembre dello scorso anno, e ora si giunge alla sua naturale e definitiva conclusione finanziaria.

La riorganizzazione della governance e la scissione parziale proporzionale di Acciaieria Arvedi per accorciare la catena di controllo

Per accogliere al meglio questo cruciale passaggio azionario e rendere la catena di controllo più corta, snella e trasparente per i mercati e gli stakeholder, Finarvedi ha varato una profonda razionalizzazione della propria struttura interna attraverso due distinte e speculari operazioni societarie. La prima fondamentale mossa consiste in una scissione parziale proporzionale della stessa Acciaieria Arvedi in favore della controllante totalitaria Finarvedi, che ne detiene il 100% del capitale.

In termini pratici e operativi, la società scissa trasferisce direttamente alla cassaforte del gruppo il 100% di Ast , una partecipazione dal peso strategico imponente, iscritta a bilancio per un valore complessivo di ben 496 milioni di euro. L'obiettivo di questa manovra industriale viene esplicitato in modo cristallino direttamente nel progetto ufficiale dell'operazione riportato da MF, dove si legge che l'intervento si propone di “modificare l'assetto partecipativo e organizzativo del gruppo Arvedi e in particolare di far sì che Finarvedi detenga direttamente tutte le principali società operative del gruppo”.

Il consolidamento degli asset strategici del gruppo attraverso Ilta Inox e l'irrobustimento delle riserve patrimoniali della cassaforte Finarvedi

Questo capillare intervento di semplificazione societaria, tuttavia, non si esaurisce esclusivamente entro i confini geografici e produttivi dello stabilimento umbro. Con la medesima logica di integrazione e ottimizzazione delle filiere industriali del comparto dell'acciaio inox, i vertici del gruppo hanno pianificato una seconda e parallela scissione parziale proporzionale. Questa volta l'operazione interessa direttamente la società Ilta Inox (II), un'altra colonna del gruppo interamente controllata al 100% dalla holding Finarvedi.

Attraverso questo ulteriore passaggio tecnico, Ilta Inox trasferisce alla cassaforte controllante il 100% di Arinox , un asset strategico il cui valore iscritto a bilancio si attesta a 18,5 milioni di euro. Sotto il profilo puramente contabile e finanziario, l'intera manovra dettagliata da MF si risolverà in un sensibile irrobustimento patrimoniale per il vertice del gruppo: il valore complessivo dei due importanti asset trasferiti dalle società controllate verrà infatti interamente imputato a incremento delle riserve di Finarvedi. Una mossa di ampio respiro che centralizza il potere decisionale, ottimizza i flussi e blinda le attività industriali sotto un'unica, solida cabina di regia nazionale.

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Federico Zacaglioni
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