05 Feb, 2026 - 18:55

L'abecedario della lunga giornata di protesta per il nuovo ospedale di Terni, dalla B di Bandecchi alla P di Proietti

L'abecedario della lunga giornata di protesta per il nuovo ospedale di Terni, dalla B di Bandecchi alla P di Proietti

Mentre in Umbria si discuteva se il nuovo ospedale di Terni fosse un sogno, un incubo o un miraggio contabile, a Palazzo Cesaroni è andata in scena una lezione pratica di alfabetizzazione politica. Dalla A di "Accesso negato" (con tanto di ponte levatoio) alla Z di "ZES" (la sigla magica tirata in ballo quando le idee scarseggiano), passando per tutte le lettere dell'ironia, della polemica e dei siparietti. Protagonisti assoluti: Bandecchi e Proietti, in un duetto che ha sfiorato a tratti il vaudeville, con il pubblico (i ternani) in attesa di sapere se, alla fine, ci sarà davvero un "lieto fine" o solo un altro capitolo della saga.

Dall'accesso con le barricate alla B di Bandecchi e Barcaioli, maestri di dissing

A come “accesso”: quello di Palazzo Cesaroni è stato sbarrato e difeso dai commessi regionali per lungo tempo, contro “l’orda barbarica” preveniente da Terni. Ma anche A come accoglienza, quella della consigliera di Forza Italia Laura Pernazza che ha chiesto e ottenuto dalla presidente Bistocchi di tirare giù il ponte levatoio. Dalla scatoletta di tonno da aprire al Palazzo inespugnabile...

B come Bandecchi, non potrebbe essere altrimenti. Protagonista, mattatore, istrione della protesta sul nuovo ospedale di Terni. Ma B anche come Barcaioli, l’assessore regionale, si è risentito quando il sindaco di Terni ha detto che l’ospedale nuovo di Terni sarebbe un bene per tutti gli umbri. Parli a nome del Comune di Terni, non di tutti gli umbri. Bandecchi a quel punto ha accettato il dissing e come fanno i rapper ha scandito ai microfoni: State attenti, che se mi ribello di voi non resta neanche un brandello.

Da C a G: Coletto, DOCFAP e la fretta

C come Coletto. L’ex assessore alla Sanità, per fare dispetto a Melasecche ha messo i cavalli di Frisia sul percorso del progetto Stadio-Clinica e pure su quello del nuovo ospedale in project financing.

D come DOCFAP. E’ la nuova parolina magica, il documento di fattibilità tecnico-economica che Proietti ha chiesto al Comune di preparare. Ma siccome dall’altra parte c’era Bandecchi, a tranello ha risposto con tranello e mezzo. Te lo faccio in trenta giorni.

F come fretta. Quella che la consigliere Pernazza ha cercato di mettere al centrosinistra in consiglio regionale, proponendo una mozione per chiedere che l’area dell’ospedale fosse scelta in tre mesi. Le hanno risposto che non c’è urgenza.

H come Hospital: una telenovela interminabile

G come General e H come Hospital. L’interminabile telenovela del nosocomio ternano, fossimo stati in America, si sarebbe intitolata così.

I come Inail. Vogliono fare l’ospedale con i fondi dell’istituto assicurativo. Ma ancora con Inail non ci ha parlato nessuno. Anche perché non c’è un’area, non c’è un progetto, non c’è un cronoprogramma.

Il labirinto del progetto e le mille email

L come labirinto. Quello in cui è entrata la discussione tra Bandecchi e la Proietti sul contributo progettuale che il Comune può portare alla realizzazione del nuovo ospedale. Docfap, fattibilità, proposta alternativa. Chi ci ha capito qualcosa è bravo.

M come mille. Le email che la presidente Proietti riceve ogni giorno. Lo ha detto lei stessa, spiegando che c’è una segreteria che si occupa di smistarle. E che adesso andrà a caccia dei messaggi perduti di Bandecchi.

Da N a Q: Oliverio, Project financing e la quadra che manca

N come Nicodemo Oliverio, il capo di gabinetto della presidente Proietti. A Bandecchi sta simpatico, tanto che lo ha difeso. “Io del mio capo di gabinetto mi fido”, ha chiosato.

P come Project financing. Lo hanno bocciato due volte in Regione perché dicono che con i privati si spende troppo. Anche Bandecchi ha spiegato che non vuole farlo preferendo i soldi pubblici. P anche come Proietti. Pure lei protagonista, sotto i riflettori, occhiale alla Elton John, in sintonia con l’altra star di giornata.

Q come quadra. Inutile girarci intorno, ancora non si trova.

Da R a Z: il respiro di sollievo, le tasse e il "vedremo"

R come respiro. Di sollievo. Lo hanno tirato un po’ quando la presidente ha confermato che il DEA di II Livello non si tocca.

T come tasse184 milioni di nuovo gettito spremendo il ceto medio e le imprese andranno sulla spesa corrente della Regione. Neanche un euro per investimenti. Proietti ci ha tenuto a confermarlo a più riprese.

V come “vedremo”. Se l’ospedale nuovo si farà. Dove si farà. Se arriverà velocemente il Piano Sociosanitario. Ma soprattutto: chi la spunterà?

Z come ZES. Che cosa ci si inventa pur di dare un titolo ai giornali...

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Federico Zacaglioni
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