La battaglia contro il lavoro nero ha ripreso vigore a Terni e dintorni. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, spalleggiati dal Comando Provinciale, hanno lanciato una nuova raffica di controlli su diverse attività commerciali, dal cuore del capoluogo al tessuto più diffuso dell’Amerino.
A finire nel mirino, due esercizi che sono stati sospesi in blocco: impiegavano personale in nero, senza alcuna copertura contrattuale. Per i titolari sono arrivate sanzioni salate, oltre 14 mila euro. Nessuna deroga, nessun rinvio alle calende greche: la linea è quella della tolleranza zero.
L’operazione rientra in una campagna nazionale di controlli straordinari avviata da alcuni mesi. L’obiettivo è il contrasto dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento lavorativo nei vari settori economici. Durante questi controlli mirati, le pattuglie hanno passato al setaccio diversi esercizi commerciali individuati a seguito di segnalazioni e accertamenti precedenti. L’attenzione si è concentrata sul rispetto delle norme che regolano l’impiego del personale, inclusi gli obblighi contrattuali e le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Al termine di queste ispezioni, in provincia di Terni sono state riscontrate irregolarità gravi tali da far scattare due provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. In pratica, i militari hanno disposto la chiusura temporanea di due esercizi – un negozio di barbiere e un bar – dopo aver accertato la presenza di dipendenti non assunti regolarmente.
Il primo caso riguarda un barber shop del capoluogo ternano. Nel corso del controllo, gli ispettori hanno scoperto che uno dei due dipendenti presenti lavorava in nero, privo di un regolare contratto. Di conseguenza è scattata immediatamente la sospensione dell’attività commerciale. Al titolare dell’esercizio – un cittadino straniero – sono state comminate sanzioni amministrative per circa 7.000 euro.
Va ricordato che, in base alla normativa vigente, quando almeno il 10% dei lavoratori di un’azienda risulta impiegato senza contratto scatta in automatico la sospensione dell’attività. Nel caso del barber shop ternano, la percentuale di irregolari era del 50%, ben al di sopra della soglia di legge.
Il secondo esercizio sanzionato è un bar con servizio di ristorazione nell’Amerino, in provincia di Terni. Anche in questo locale i Carabinieri hanno trovato un lavoratore irregolare su due presenti al momento dell’ispezione – una situazione analoga al caso precedente.
L’attività, gestita da una cittadina italiana, è stata sospesa per l’impiego di personale non in regola. Alla titolare sono state contestate sanzioni amministrative per un importo di circa 7.300 euro.
Questi interventi si inseriscono in un contesto più ampio di contrasto al lavoro sommerso in Umbria e su tutto il territorio nazionale. Il fenomeno del lavoro irregolare è ancora molto diffuso. Secondo gli ultimi dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nel 2024 il 64% delle aziende ispezionate in Umbria non era in regola, con violazioni come lavoratori senza contratto o carenze di sicurezza. Il settore terziario risulta tra i più colpiti (irregolarità nel 66,9% delle imprese controllate) e l’agricoltura presenta il primato negativo, con il 70,5% di aziende fuori norma – spesso a causa di lavoro nero o caporalato.
Numeri alla mano, le autorità non hanno perso tempo. La macchina dei controlli è ripartita a pieno regime. La campagna straordinaria del NIL cavalca anche l'estate, con nuove ispezioni pronte a colpire chi continua a ignorare le regole.